Due protagonisti diversi, stessa importanza
La Gazzetta dello Sport evidenzia come Adrien Rabiot e David Neres siano diventati le due armi principali di Milan e Napoli nella corsa scudetto. Due calciatori agli antipodi per caratteristiche, ma accomunati da un ruolo centrale negli equilibri delle rispettive squadre. Le loro prestazioni hanno alimentato i momenti positivi dei gruppi guidati da Allegri e Conte, in vista anche della semifinale di Supercoppa italiana del 18 gennaio a Riad, dove si troveranno faccia a faccia.
Rabiot, il colpo last minute che ha cambiato il Milan
Arrivato negli ultimi giorni di mercato, Rabiot si è rivelato un acquisto determinante. Con lui il Milan non ha solo rinforzato il centrocampo, ma ha ritrovato sicurezza e identità. La sua presenza influenza la squadra sotto molteplici aspetti: protegge la difesa, trascina i compagni, regge i contrasti, mantiene il possesso sotto pressione. Accanto a Modric, ha dato un equilibrio completamente diverso alla formazione rossonera.
I numeri confermano la sua importanza: con Rabiot in campo il Milan ha raccolto cinque vittorie e un pareggio in sei gare di Serie A, subendo solo un gol — un rigore contro il Napoli. Il suo stop con la Francia ha pesato: nelle cinque partite senza di lui sono arrivati solo due successi e tre pareggi. Al rientro, i rossoneri hanno battuto Inter e Lazio ritrovando intensità e fiducia. Allegri, che lo ha richiesto con forza sul mercato, ora ne beneficia pienamente.
Neres, il ritorno dopo 322 giorni
David Neres ha invece vissuto una rinascita tecnica e mentale dopo 322 giorni senza gol, segnati da infortuni, problemi fisici e un avvio di stagione complicato. Una volta ritrovata la condizione, l’attaccante brasiliano ha cambiato il volto del Napoli: ha colpito contro l’Atalanta, saltato il match con il Qarabag lasciando spazio alla rete di McTominay, e poi ha siglato il gol decisivo nel derby sudamericano dell’ultimo turno.
Neres, con la sua imprevedibilità e il suo scatto, è tornato una risorsa essenziale. La ritrovata intesa con Lang e Hojlund ha dato al Napoli una dimensione offensiva più fluida e pericolosa. L’intesa tra i tre è immediata: Lang dialoga a memoria con lui, mentre Hojlund attacca la profondità e sfrutta i suoi tempi di passaggio. Neres offre accelerazioni fulminanti, dribbling rapidi e una naturale tendenza a puntare la porta, caratteristiche che amplificano le sue giocate anche in campo aperto.
Il nuovo assetto di Conte e l’impatto del tridente
Conte, complice l’assenza di Anguissa e la disponibilità ridotta a tre centrocampisti, è tornato a un tridente più verticale e diretto. Il sistema valorizza le qualità di Neres, libero di muoversi tra le linee e creare pericoli sfruttando sia il breve sia il lungo. È una scelta nata dall’emergenza ma rivelatasi funzionale, con l’attacco che si muove con maggiore velocità e imprevedibilità.
Neres rappresenta così una delle chiavi tattiche della risalita del Napoli. La sua capacità di rompere gli equilibri, unita ai rientri programmati degli infortunati, potrebbe diventare decisiva nella seconda parte di stagione. Per lui il lungo digiuno è ormai alle spalle: ciò che conta sono i gol degli ultimi giorni e quelli che il Napoli spera possano arrivare.






