Dal Dall’Ara a Riyadh: il cerchio del Napoli
Come in un cerchio del destino che ora prova a chiudersi, il Napoli ha compiuto un viaggio emotivo e sportivo dal Dall’Ara a Riyadh in quarantatré giorni. Un percorso fatto di crolli, scosse improvvise, parole dure e silenzi pesanti, ma anche di orgoglio ritrovato e identità ricostruita. Alla fine, la squadra di Antonio Conte si è rialzata, fiera, proprio come il suo allenatore.
La finale di Supercoppa contro il Bologna, in programma domani alle 20 italiane all’Al-Awwal Park, nel cuore della capitale saudita, rappresenta molto più di una semplice partita. È una pagina bianca pronta ad accogliere una parola sola: fine. La conclusione di un ciclo breve ma intensissimo, trasformato in poco più di un mese da cupo e deprimente a sorprendentemente entusiasmante.
La caduta e il nuovo inizio
Il punto di rottura risale al 9 novembre, dopo la sconfitta in campionato contro il Bologna di Vincenzo Italiano. La reazione di Conte fu durissima, lo sfogo fece rumore e la successiva settimana di riflessione a Torino sembrava il preludio a una frattura insanabile. In molti pensarono al capolinea: sogni svaniti, gruppo svuotato, fiducia ai minimi storici.
E invece, come spesso accade nel calcio, proprio dal trauma è nata una rinascita. Quel momento ha acceso una scintilla. Da lì il Napoli ha cambiato pelle: nuovo modulo, maggiore compattezza, energia ritrovata. È stato l’inizio di un percorso diverso, più duro e consapevole.
La svolta tecnica e mentale
La svolta è stata netta. Il cambio di sistema, l’esplosione di Neres, la crescita di Lang, una solidità collettiva ritrovata. Cinque vittorie consecutive hanno rilanciato ambizioni e autostima, poi un paio di frenate fisiologiche e infine la prova di forza contro il Milan nella semifinale di Supercoppa. Un successo che ha restituito certezze e sorriso.
In questo senso, il Bologna è stato quasi un catalizzatore. La sconfitta contro i rossoblù ha innescato una reazione che ha riportato il Napoli a somigliare a se stesso, forse persino più feroce, considerando l’emergenza continua: otto partite in ventisei giorni, uomini contati, viaggi e pressione costante.
Conte contro Italiano: finali e incroci
Antonio Conte si prepara a disputare l’ottava finale della sua carriera, dopo quelle con Juventus, Chelsea e Inter. Dall’altra parte ci sarà Vincenzo Italiano, specialista di finali: cinque consecutive dal 2023. Chi vincerà conquisterà il secondo titolo in sette mesi, dopo scudetto e Coppa Italia. Una sfida pesante, affascinante, carica di significati.
C’è anche un curioso viaggio nel tempo tattico. Quattrocentoottantaquattro giorni fa, alla seconda giornata del campionato 2024-25, Conte otteneva la sua prima vittoria da allenatore del Napoli proprio contro il Bologna, schierando per la prima volta il 3-4-2-1. Finì 3-0. Da lì, un pareggio, una sconfitta e la “svolta”.
Un cerchio da chiudere
Ora, nello stadio nel deserto, il Napoli ritrova il Bologna per chiudere quel cerchio aperto quarantatré giorni fa. In palio non c’è solo un trofeo, ma la conferma di un’identità ritrovata. E un dato pesa più di tutti: Conte, in Supercoppa, non ha mai sbagliato. Due finali giocate, due vittorie.
Domani sarà il momento della verità.
Fonte: Gazzetta






