La battaglia contro la pirateria televisiva in Italia compie un passo decisivo. Dopo mesi di indagini e provvedimenti, i detentori dei diritti sportivi hanno ottenuto il via libera per avviare richieste di risarcimento nei confronti di chi ha usufruito di piattaforme IPTV illegali. Una misura che non riguarda solo chi gestisce i sistemi pirata, ma colpisce direttamente anche gli utilizzatori finali.
L’iniziativa è partita da DAZN, che ha trovato il sostegno della Lega Serie A e di Sky Italia. I tre soggetti hanno chiesto e ottenuto dall’autorità giudiziaria i dati personali di oltre duemila persone già individuate e sanzionate dalla Guardia di Finanza per aver usufruito di abbonamenti illegali. Gli utenti coinvolti si trovano in più di 80 province italiane e ora dovranno affrontare anche richieste di risarcimento civile per i danni causati.
DAZN, Sky e Lega Serie A: linea dura contro la pirateria
Le operazioni delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura di Lecce insieme al Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma, avevano già smantellato un articolato sistema IPTV che diffondeva contenuti calcistici in maniera abusiva. Attraverso l’analisi di dati anagrafici, bancari e territoriali, è stato possibile risalire con precisione agli utilizzatori.
Grazie all’autorizzazione della magistratura, le informazioni sono state trasmesse ai titolari dei diritti, che ora hanno tutti gli strumenti per procedere in sede civile. Dall’inizio del 2023 a oggi, quasi 2.500 persone sono state sanzionate e altre 3.000 risultano in corso di identificazione.
Il messaggio lanciato dalle piattaforme legali è chiaro. “Chi guarda contenuti in maniera illegale rischia conseguenze concrete e contribuisce a danneggiare il sistema sportivo”, ha dichiarato Stefano Azzi, CEO di DAZN Italia, ricordando che una sola causa civile può equivalere al costo di dieci anni di abbonamenti regolari.
Sulla stessa linea Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, che ha sottolineato come la pirateria non sia una scorciatoia innocua ma un vero e proprio furto che mette a rischio posti di lavoro e interi comparti economici.
Pirateria come fenomeno criminale diffuso
Anche il mondo del calcio ha espresso soddisfazione per la nuova fase della lotta all’illegalità. “Chi commette queste violazioni non solo sarà multato, ma dovrà anche risarcire i titolari dei diritti. L’epoca dell’impunità si sta chiudendo”, ha dichiarato Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A.
Il Generale Crescenzo Sciaraffa, comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, ha spiegato come la pirateria sia un vero moltiplicatore di reati: dall’evasione fiscale al riciclaggio, fino al coinvolgimento della criminalità organizzata. Allo stesso tempo, ha evidenziato che alcuni cittadini, dopo aver ricevuto la sanzione, hanno deciso di collaborare fornendo informazioni preziose sugli organizzatori delle attività illegali.
Verso un cambio culturale
La lotta alla pirateria non è solo una questione legale ma anche culturale. Gli operatori televisivi chiedono un cambio di mentalità: guardare sport attraverso abbonamenti ufficiali non è solo l’unica scelta sicura, ma anche il modo per sostenere l’intero ecosistema calcistico e audiovisivo italiano.
Con le nuove azioni risarcitorie pronte a partire, il messaggio appare inequivocabile: la stagione delle scorciatoie illegali è finita.






