Pallone d’Oro 2025: dove e quando vedere la premiazione
Tutto pronto per la 69ª edizione del Pallone d’Oro, il premio individuale più prestigioso del calcio. Lunedì 22 settembre 2025, dalle 20:45 italiane, il Théâtre du Châtelet di Parigi farà da cornice alla cerimonia che proclamerà il successore di Rodri, trionfatore dodici mesi fa davanti a Vinicius Jr e protagonista, allora, di un verdetto capace di accendere discussioni a Madrid. Stavolta il copione, dicono i bookmaker, sembra già scritto: il grande favorito è Ousmane Dembélé, simbolo del Psg di Luis Enrique reduce da una stagione travolgente, suggellata da Ligue 1, Coppa di Francia, Champions League e Supercoppa Europea. Le sue quote sono crollate fino all’1.15 su Betflag e all’1.25 su StarCasinò Bet, William Hill e VinciTu: segnali di una fiducia quasi plebiscitaria verso il francese, che diventerebbe il sesto connazionale a conquistare il trofeo dopo Kopa, il tris di Platini, Papin, Zidane e Benzema. Poco importa, per gli scommettitori, se il Mondiale per Club è finito nelle mani del Chelsea: la narrativa dell’anno porta dritti a Parigi.
L’unico nome in grado di insidiare Dembélé, secondo i quotisti, è quello di Lamine Yamal. Il Barcellona coltiva il sogno del colpo a sorpresa dell’ultima ora, memore di quanto accaduto l’anno scorso quando i pronostici pendevano su Vinicius e il premio volò invece a Manchester. Yamal esce da un’annata da fenomeno precoce: Liga, Copa del Rey, Supercoppa di Spagna e una semifinale di Champions persa contro l’Inter raccontano l’impatto del talento blaugrana, proposto in lavagna a 5.00. Due generazioni, due stili, due città: Parigi e Barcellona si contendono la scena, con un anello di congiunzione d’eccezione, Ronaldinho, chiamato ad annunciare il vincitore.
La serata sarà visibile sul canale YouTube ufficiale de L’Équipe, riferimento principale in attesa di un palinsesto televisivo definitivo. A condurre il gala, una coppia dal respiro internazionale: Ruud Gullit e Kate Scott. L’organizzazione ha messo in cantiere undici premi complessivi, a testimonianza di un ecosistema che non celebra solo la stella più luminosa ma l’intera costellazione del calcio mondiale.
Capitolo Italia: fari puntati su Gianluigi Donnarumma, in corsa per il Yashin e—seppur con chances minori—per il Pallone d’Oro. Riflettori anche in panchina, dove Antonio Conte ed Enzo Maresca si contendono il Cruyff Award riservato al miglior allenatore. Sul fronte dei club maschili la cinquina comprende Barcellona, Botafogo, Chelsea, Liverpool e Paris Saint-Germain, quest’ultimo protagonista in Europa come non mai. Nel panorama femminile, tornano Barcellona e Chelsea insieme ad Arsenal, Lione e Orlando Pride, a conferma di un equilibrio sempre più globale.
Non mancherà lo spazio per i talenti emergenti: tra i candidati all’Under 21 figurano Cubarsí, Doué, il difensore Huijsen, João Neves, Yildiz e lo stesso Yamal. Una vetrina che incrocia geografie e scuole calcistiche differenti, con la Serie A rappresentata in modo più sparuto ma con prospetti dal respiro internazionale.
In ottica partenopea, occhi anche su Scott McTominay, presente tra i candidati per il trofeo principale: una curiosità che incrocia il racconto della serata con quello di chi a Napoli guarda, come sempre, al grande calcio con ambizione e appartenenza.

La cornice è pronta, i riflettori pure. A Parigi la narrativa sembra spingere Dembélé verso la storia; Yamal, però, sussurra che nel calcio l’ultima parola non è mai scritta prima della busta.






