Palladino cambia marcia: intensità, verticalità e fame
Raffaele Palladino entra nel mondo Atalanta con un’idea chiara: riportare subito competitività, energia e concretezza. La squadra è tredicesima e non si riconosce in una classifica così anonima. Per questo il nuovo tecnico insiste su tre concetti cardine — intensità, verticalità e gol — convinto che proprio da lì debba ripartire il percorso di risalita. La Dea arriva da anni in cui la produzione offensiva è stata il suo marchio di fabbrica, ma in questo avvio di stagione ciò che prima era naturale ora sembra diventato difficile.
Durante la presentazione ufficiale, Palladino ha messo al centro il reparto offensivo: il valore c’è, le alternative pure, manca solo la capacità di sfruttare meglio il potenziale. Il tecnico non vuole che l’assenza di Retegui, capocannoniere dello scorso campionato con 25 gol, diventi un comodo alibi. L’obiettivo è chiaro: tornare a segnare con continuità, rendendo nuovamente pericolosa una squadra che ha abituato tutti a ritmi ben diversi.
Due moduli per un’unica missione: ritrovare il gol
Sul piano tattico, Palladino sta lavorando su due possibili soluzioni. La prima — oggi la più probabile per la sfida al Napoli — prevede due attaccanti supportati da un trequartista. La seconda idea, altrettanto concreta, riguarda l’utilizzo di un rifinitore puro alle spalle di due punte dinamiche. Qualunque scelta verrà adottata, la priorità è costruire una squadra che sappia colpire di più e meglio.
Il dato è emblematico: dopo undici giornate, l’intero reparto offensivo atalantino ha segnato meno di quanto fece il solo Retegui nello stesso periodo un anno fa. Oggi Krstovic, De Ketelaere e Sulemana sono fermi a due gol; Lookman, Samardzic e Scamacca hanno trovato la rete una sola volta; Maldini è ancora a zero. Numeri che non rispecchiano il reale potenziale tecnico di una rosa costruita per puntare all’Europa.
Motivazioni, leadership e ritorno delle certezze
Palladino non lavora solo sulla tattica, ma anche sulle motivazioni. Il tecnico ha insistito sulla necessità di ritrovare entusiasmo e coraggio: componenti fondamentali in una squadra che, negli ultimi anni, ha costruito i suoi successi proprio sulla fiducia e sulla mentalità. La partenza lenta di Lookman — condizionata dalle turbolenze estive — e il rallentamento di Krstovic hanno complicato la situazione, ma in società c’è la convinzione che questo organico possa tornare a essere prolifico.
La memoria corre inevitabilmente a un anno fa, quando l’Atalanta travolse il Napoli al Maradona con un secco 3-0, firmato dalla doppietta di Lookman e dal gol di Retegui. Oggi il trascinatore argentino non c’è più, ma Palladino è convinto che la Dea abbia ancora i mezzi per fare male. Serve ritrovare convinzione, velocità e quella qualità nell’attacco alla porta che ha reso il club un modello in Italia e in Europa.
Verso il Napoli: la prova del nove
La sfida di domani sarà già un test significativo. L’Atalanta ha bisogno di punti, di sensazioni positive e di un segnale chiaro. Palladino vuole una squadra aggressiva, verticale, capace di far valere il proprio talento offensivo. Se la scossa avrà effetto immediato, la Dea potrà davvero iniziare a risalire. Se invece servirà tempo, il tecnico è pronto a insistere sulla sua strada.
Il punto di partenza è chiaro: ritrovare il gol. Da lì passa la rinascita dell’Atalanta.
Fonte: Gazzetta





