Il Napoli si gioca una fetta importante del proprio finale di stagione contro il Bologna. Come racconta La Gazzetta dello Sport, una vittoria al Maradona permetterebbe alla squadra di Antonio Conte di conquistare con due giornate d’anticipo la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League.
Un traguardo che darebbe ulteriore valore a una stagione complessa ma comunque positiva, soprattutto se confrontata con il crollo vissuto dal Napoli dopo lo scudetto del 2023.
La situazione era molto diversa lo scorso 9 novembre, quando gli azzurri uscirono sconfitti dal Dall’Ara per 2-0. Dopo quella partita Conte pronunciò la frase destinata a diventare simbolica: «Manca l’alchimia e io non voglio accompagnare i morti». Parole forti, arrivate in un momento di enorme difficoltà tecnica e mentale.
La svolta dopo il momento più difficile
Dopo quella sconfitta sembrava possibile persino una rottura tra Conte e l’ambiente azzurro. Invece il tecnico approfittò della sosta per le nazionali per ritrovare equilibrio e ridare identità alla squadra.
Da lì iniziò la risalita: recupero fisico, crescita tattica e passaggio stabile alla difesa a tre. Il punto più alto della rinascita arrivò a dicembre con la conquista della Supercoppa proprio contro il Bologna.
Oggi la classifica racconta una realtà completamente diversa: allora tra le due squadre c’era un solo punto di distanza, adesso il Napoli ne ha ventuno in più.
Bologna, stagione da ridimensionare
Se il Napoli può guardare con soddisfazione al proprio percorso, il Bologna vive invece una fase più complicata. Dopo due stagioni straordinarie culminate con la qualificazione in Champions League e la vittoria della Coppa Italia, i rossoblù sono rimasti fuori da tutti gli obiettivi stagionali.
Anche il futuro di Vincenzo Italiano resta da definire. Lo stesso allenatore ha spiegato che sarà necessario confrontarsi con il club per programmare la prossima stagione senza gli impegni europei.
Il Bologna arriva inoltre al Maradona con problemi offensivi evidenti: la squadra non segna da tre partite e Santiago Castro è fermo in campionato dal 15 febbraio.
Conte aspetta risposte anche sul futuro
Anche il futuro di Antonio Conte resta uno dei temi centrali in casa Napoli. Il tecnico incontrerà Aurelio De Laurentiis una volta raggiunta la qualificazione Champions, ma la permanenza sulla panchina azzurra non appare ancora certa.
In ogni caso, la stagione avrebbe comunque prodotto risultati importanti: il ritorno stabile in Champions League e la vittoria della Supercoppa, trofeo che il Napoli non conquistava nell’anno successivo a uno scudetto dai tempi di Diego Armando Maradona.
Hojlund e De Bruyne chiamati a reagire
Il finale di stagione passa anche dal rendimento degli uomini più attesi. Rasmus Hojlund, il cui riscatto scatterà automaticamente con la qualificazione Champions, non segna dal 14 marzo e cerca una svolta proprio contro il Bologna.
Il Napoli ha bisogno di ritrovare brillantezza offensiva dopo diverse partite complicate sul piano della produzione di gioco.
Conte spera anche nella crescita della condizione di Kevin De Bruyne, apparso ancora lontano dalla forma migliore nello 0-0 contro il Como. Maggiore fiducia invece accompagna Alisson Santos, esterno che con velocità e dribbling sta dando nuove soluzioni offensive agli azzurri.
Sul fronte rossoblù, la fantasia sarà affidata soprattutto a Riccardo Orsolini, Jonathan Rowe e Federico Bernardeschi, chiamati a dimostrare che i ventuno punti di distanza in classifica non raccontano completamente il valore del Bologna.




