Un sorriso nel deserto: il Napoli vicino ai bambini
Nelle dune del deserto saudita, tra un allenamento sul campo e una seduta tattica davanti ai video, il Napoli trova anche il tempo per fermarsi e guardare oltre il calcio. Ieri una delegazione azzurra ha fatto visita all’ospedale pediatrico Dr. Sulaiman Alhabib di Al Sahafah, a Riyadh, regalando un momento di gioia ai piccoli pazienti.
L’iniziativa, promossa dalla Lega Serie A insieme al Ministry of Sport, ha coinvolto anche il Bologna: da una parte Ciro Immobile e Lukasz Skorupski, dall’altra Antonio Conte e Gabriele Oriali. Autografi, sorrisi e piccoli doni hanno trasformato la visita in un gesto concreto di vicinanza, confermando il valore sociale dello sport come strumento di inclusione e solidarietà.
Tra diplomazia e business: il pranzo dei presidenti
Sempre nella giornata di ieri, Aurelio De Laurentiis ha pranzato con Joey Saputo e con Bander Bin Mogren, top manager del fondo PIF. Un incontro informale ma significativo, utile per confrontarsi su calcio, prospettive future e opportunità di business in un’area – quella saudita – sempre più centrale negli equilibri sportivi internazionali. Un segnale di come, accanto al campo, si muovano anche strategie e relazioni che guardano lontano.
Conte e la finale: continuità prima di tutto
Ma il cuore resta il campo. Antonio Conte è già proiettato sulla finale di Supercoppa di domani sera: un appuntamento che il Napoli non vuole fallire. La vittoria netta e convincente contro il Milan ha restituito serenità dopo le due sconfitte consecutive tra Lisbona e Udine. A Riad si è rivisto un Napoli solido, compatto, capace di difendere con ordine e colpire in ripartenza, sfruttando le sue armi migliori.
Proprio per questo, Conte è fortemente tentato di confermare l’undici che ha eliminato il Milan: difesa a tre con Di Lorenzo braccetto destro, Politano a tutta fascia, coppia offensiva Hojlund-Neres ormai intoccabile. Il vero dubbio riguarda Alessandro Buongiorno, che spinge per una maglia da titolare e insidia Juan Jesus. Per il resto, l’idea dell’allenatore è chiara: toccare il meno possibile uno scacchiere che ha funzionato.
Olivera è in miglioramento ma resta dietro Spinazzola nelle gerarchie a sinistra; Elmas appare favorito su Lang per l’equilibrio che garantisce, permettendo a McTominay di inserirsi con maggiore libertà. Anche Vincenzo Italiano, intanto, studia le contromosse dopo aver perso Bernardeschi per infortunio, ma pure lui sembra orientato a confermare la squadra che ha battuto l’Inter. La finale è vicina, la coppa pure: ora servono lucidità e continuità.
Fonte: Gazzetta






