La sconfitta di San Siro e le prime scelte difficili
La prima sconfitta stagionale del Napoli in campionato, maturata a San Siro contro il Milan, ha riacceso il dibattito sul doppio impegno campionato–Champions. Non tanto per il ko in sé, che poteva essere messo in preventivo, quanto per le decisioni di Antonio Conte legate alla gestione delle energie.
Il tecnico ha preferito lanciare dal primo minuto il giovane Marianucci, al debutto assoluto, al posto di Beukema. Una scelta legata anche al fatto che Marianucci non è in lista Champions e dunque doveva sfruttare l’occasione in campionato, lasciando invece Beukema fresco in vista dello Sporting.
Difesa in emergenza e rischio calcolato
Con Rrahmani e Buongiorno out, la difesa era già ridotta all’osso. Senza Spinazzola e Olivera, Conte ha dovuto rinunciare a soluzioni alternative. L’ex Bologna Beukema avrebbe potuto garantire esperienza e continuità, ma il rischio di perderlo anche per la Champions era considerato troppo alto.
Conte ha spiegato chiaramente: la priorità resta l’Europa. Una vetrina fondamentale per il club, anche a costo di sacrificare qualcosa in Serie A.
De Bruyne-Conte: scintille a San Siro
Oltre ai problemi difensivi, la serata di Milano ha consegnato un altro caso: il nervosismo di Kevin De Bruyne al momento della sostituzione. Il belga, reduce da un buon inizio di secondo tempo, non ha nascosto il disappunto per la scelta tecnica. Borbottii, volto contrariato e mancato saluto: segnali che non sono passati inosservati.
Conte ha replicato con fermezza: «Mi auguro fosse arrabbiato per il risultato. Se era per altro, ha sbagliato persona». Il tecnico non tollera proteste pubbliche, nemmeno dai leader della squadra.
Il carattere di De Bruyne e il confronto con Modric
Non è la prima volta che De Bruyne manifesta insofferenza per un cambio: era già successo al City con Guardiola. Carattere forte, voglia di incidere, ma anche rischio di individualismo. A San Siro il confronto con Modric è stato evidente: il croato, campione navigato, ha esaltato lo spirito di squadra, esultando come un debuttante per la vittoria del Milan.
Per Conte il tema è chiaro: il “noi” viene prima dell’“io”. Scene come quella di San Siro, se ripetute, possono minare l’autorevolezza dell’allenatore e influenzare lo spogliatoio.
Rosa corta e limiti strutturali
Oltre alle dinamiche interne, il Napoli mostra un problema di fondo: la rosa appare squilibrata. Abbondanza in certi reparti, carenze evidenti in altri. Quando l’emergenza difensiva si somma al calendario fitto, le differenze tra titolari e riserve diventano troppo marcate.
Conte spinge spesso sul tema mercato, rimarcando come gli altri abbiano fatto meglio. E la notte di San Siro ha dato più di un indizio: senza rinforzi mirati, reggere su due fronti rischia di diventare complicato.
Il Napoli vive un inizio stagione in chiaroscuro: entusiasmo per la Champions, ma sacrifici in Serie A. Conte dovrà trovare un equilibrio tra gestione delle energie, gerarchie interne e necessità di risultati immediati. Il tempo per correggere la rotta c’è, ma il margine d’errore si riduce.
Fonte: Gazzetta






