Napoli-Sporting Lisbona: filtra ottimismo per Olivera e Spinazzola
Manca sempre meno a Napoli-Sporting Lisbona, match valido per la seconda giornata della Champions League 2025-2026. Il quotidiano Il Mattino fa il punto sull’infermeria.
Il Mattino: “La sfortuna è stata non riuscire a segnare un gol che avrebbe cambiato non tutto ma comunque tanto. La fortuna, invece, è vivere già una vigilia. Non c’è tempo per pensarci troppo: domani si va in campo contro lo Sporting CP, una notte di Champions che potrebbe cancellare le anguste sensazioni delle ultime ore. Il viaggio di ritorno da Milano non è stato indimenticabile e l’umore è peggiorato alla notizia della scomparsa di Roger Lukaku, papà di Romelu che nello spogliatoio resta presente nonostante l’infortunio dello scorso agosto. Ma, come detto, tempo per pensare non ce n’è: Conte lo ha ribadito ancora una volta ieri, tenendo a colloquio tutto il gruppo dopo la sconfitta di San Siro. C’era molto da analizzare, ma poco tempo per farlo: con i portoghesi, domani sera, sarà sfida tutto diversa. Ma servirà ragionare su quanto non è andato contro la squadra di Allegri.
Il concetto è chiaro, anche dopo Milano non cambia. «Continuiamo a lavorare come stiamo facendo» ha voluto spiegare Conte al gruppo.
Lo aveva spiegato anche dopo il 90′: la prestazione di san Siro non gli è dispiaciuta, ma c’è da aggiustare qualcosa. Soprattutto in difesa. Non si riconosce quella del Napoli: lo scorso anno, dopo cinque partite, i gol incassati erano stati quattro, di cui tre solo a Verona nella gara d’esordio. Quest’anno, invece, dopo le stesse cinque partite c’è un gol subito in più. E il conteggio si allarga a 7 se ci aggiungiamo pure la prima di champions a Manchester. L’allarme è già scattato, suona forte. Ma ovviamente Conte si fa domande e si da risposte. La prima, la più facile, è che non si può costruire un muro senza avere i mattoni a disposizione. E aver perso Buongiorno-Rrahmani (coppia titolare sulla carta e a inizio anno) non è un alibi ma un fattore. Un problema da risolvere quanto prima con l’aiuto anche della buona sorte oltre che dello staff medico. I meccanismi a San Siro non hanno funzionato: il piano gara è saltato immediatamente per il gol preso in avvio, anche per questo le uscite di Anguissa, Di Lorenzo e Marianucci vanno riviste, studiate nuovamente. L’ex Empoli era un esordiente e al netto dell’errore iniziale ha avuto il merito di non perdere mai la testa e restare nella partita per tutti i 90 minuti. Insomma, il ragazzo si farà, ma può sbagliare come tutti.
A Milano mancavano Spinazzola e Olivera, a loro andranno le attenzioni maggiori per queste ore. Oggi Conte sciogliera i definitivi dubbi perché ieri non si è voluto forzare la mano.
C’era ottimismo, ma con l’ottimismo non si va in campo. Serve capire quanta mano potranno dare. L’ex Roma è ancor più determinante perché con la squalifica di Di Lorenzo e l’assenza in lista Uefa di Mazzocchi è chiaramente lui la prima scelta per invertire il lato. Resta in pre allarme anche Miguel Gutierrez, che a San Siro non ha fatto male pur in un esordio non indimenticabile. Il terzino spagnolo ha fatto immediatamente vedere per cosa è stato comprato: alza il baricentro, agisce da mezzala in fase offensiva, non disdegna arrivare sul fondo e soprattutto ha un piede educato, educatissimo. Certo, va registrato e temprato anche in Europa, il campo che meno conosce. Ma, all’occorrenza, ha già mostrato cosa può fare. La sfida contro la squadra di Allegri ha fatto qualche danno, fisico e mentale. La squadra dovrà però reagire subito, immediatamente.
Lo ha provato a fare già ieri, ma si è lavorato più nelle idee che nel fisico come era ovvio che fosse. Tra i protagonisti di domani ci sarà sicuramente Juan Jesus, a testa alta anche dopo la sconfitta di San Siro: sarà lui a accompagnare Conte in conferenza stampa oggi. Qualcuno aveva pensato a portare in sala
Kevin De Bruyne dopo l’episodio della sostituzione, ma non avverrà: non c’è niente da risolvere e i panni sporchi vanno lavati sempre in famiglia. O nello spogliatoio, come in questo caso. Conte sa come si fa, ora deve pensare a come invertire il trend contro lo Sporting domani: il campo è l’unico giudice a cui credere sempre”.







