Il campionato si accende e il confronto tra Napoli e Milan, anche a distanza, diventa il simbolo di due filosofie opposte. Da una parte la squadra di Antonio Conte, che vince senza brillare ma resta solida e determinata, dall’altra il Milan di Massimiliano Allegri, che nonostante una maggiore compattezza difensiva rispetto alla scorsa stagione, fatica ancora a trovare continuità e incisività offensiva.
Il Napoli sa soffrire e vincere come una grande
Il Napoli di Conte non incanta come nei momenti migliori della scorsa stagione, ma continua a fare ciò che le grandi squadre devono saper fare: vincere anche quando il gioco non è spettacolare. Contro il Lecce, gli azzurri portano a casa tre punti “sporchi”, ma pesanti, grazie al contributo decisivo di Anguissa, sempre più leader, e al rigore parato da Milinkovic-Savic, altro simbolo del pragmatismo contiano.
Conte ha trovato l’equilibrio tra gestione e intensità, nonostante gli infortuni e le assenze pesanti. L’allenatore deve ora pensare a come gestire l’assenza di De Bruyne e la futura partenza di Anguissa per la Coppa d’Africa: una sfida di strategia più che di forza bruta. Ma la sensazione generale è che questo Napoli abbia interiorizzato la mentalità vincente, quella che lo porta a superare le difficoltà con compattezza e lucidità.
Milan, luci e ombre: il talento non basta
Dall’altra parte, il Milan mostra un volto ancora indecifrabile. L’incostanza di Rafael Leao resta uno dei problemi principali, con Allegri che lo sostituisce all’intervallo per un leggero infortunio ma anche per una prestazione opaca. Gli altri attaccanti non incidono: Gimenez resta fermo a zero gol e Nkunku, pur mostrando sprazzi interessanti insieme a Loftus-Cheek, non riesce a cambiare l’inerzia della partita.
Le assenze di Pulisic e Rabiot pesano, così come la prova sottotono di Luka Modric, alla sua prima prestazione “normale” da quando è in rossonero. Il pareggio con l’Atalanta, il quinto consecutivo per i bergamaschi, lascia il Milan sospeso: sufficiente per restare in corsa Champions, ma insufficiente per sognare lo scudetto.
Atalanta, imbattuta ma bloccata
L’Atalanta, imbattuta in Europa come solo il Bayern Monaco, continua a pareggiare. È la settima X in nove partite e, sebbene la squadra di Juric giochi bene, manca quella scintilla che trasformava la prestazione in vittoria. Una stagione grigia, per ora, per chi era abituato a vivere di champagne calcistico.
Una corsa a due?
Il campionato, a guardarlo oggi, sembra già impostarsi su una corsa a due: Napoli e Inter, le uniche squadre capaci di combinare forza, mentalità e continuità. Il Milan, pur migliorato nella tenuta difensiva, resta un gradino sotto. E la Gazzetta lo sintetizza in una frase semplice e implacabile: chi sa vincere quando non incanta, prima o poi scappa; chi si ferma al “quasi”, rincorre.






