Un centrocampo da reinventare dopo la sosta
Il Napoli torna dalla sosta con una certezza: senza De Bruyne e senza Anguissa, due dei quattro Fab Four, servirà un nuovo assetto per affrontare il prossimo tour de force. In mezzo al campo restano soltanto Lobotka e McTominay come superstiti sia dell’ultimo scudetto sia del recente progetto di Conte, durato fino al ko di KDB contro l’Inter.
La sfida con l’Atalanta apre una fase complessa in cui sarà necessario valutare ogni soluzione interna, almeno fino a gennaio, quando il mercato potrebbe offrire alternative. Oggi le opzioni disponibili sono Elmas, Gilmour — ancora in dubbio per Bergamo — e Vergara, più volte elogiato da Conte ma con pochissimi minuti giocati dopo l’esordio con il Sassuolo.
Elmas, il jolly su cui Conte può contare
Elmas è già pronto a ricoprire il ruolo di mezzala destra lasciato scoperto da Anguissa. Può inserirsi, palleggiare e dialogare con gli altri reparti, caratteristiche che lo rendono una soluzione immediata e affidabile. Conte aveva già sperimentato questa scelta contro il Pisa, quando gestì l’assenza congiunta del camerunense e di Lobotka dopo la sfida di Manchester.
Ma Elmas non è solo una mezzala: nelle ultime partite prima della sosta ha ricoperto ruoli diversi. È stato play contro il Como dopo l’infortunio di Gilmour, poi esterno sinistro contro Eintracht e Bologna. La sua versatilità — fatta di dinamismo, molti tocchi, fluidità e una disponibilità totale — rappresenta un valore essenziale in un periodo di fitti impegni.
Il macedone dovrà migliorare l’empatia tattica con la squadra, ma Conte sa di poter contare su di lui praticamente ovunque. Con le partite ravvicinate, la sua presenza diventerà una costante.
L’opzione Gilmour: la scelta più naturale, ma da valutare
Nonostante Elmas garantisca immediatezza, la prima opzione tecnica a medio termine potrebbe essere Gilmour. Il problema è la condizione fisica: Billy ha saltato le ultime gare e gli impegni della sua Nazionale, quindi il suo rientro resta incerto.
Quando sta bene, però, è l’alter ego ideale di Anguissa. Lo era stato lo scorso anno, quando aveva preso il suo posto nel momento decisivo della stagione. Dopo aver agito da play in sostituzione di Lobotka, fu scelto da Conte come regista aggiunto accanto allo slovacco, con McTominay a completare il reparto.
Gilmour interpretò quel ruolo con personalità: meno inserimenti rispetto ad Anguissa ma più raccordo, più costruzione, più pulizia tecnica tra le linee. Una serie di prestazioni mature, condite da assist e giocate funzionali, lo aveva reso un elemento centrale nella trasformazione collettiva che puntava al quarto scudetto.
Oggi si candida di nuovo per una maglia da titolare, ma le sue condizioni dovranno essere controllate fino all’ultimo in vista dell’Atalanta.
L’ennesima nuova sfida tattica per Conte
Dopo il 4-1-4-1 e il ritorno al 4-3-3, Conte deve affrontare un’altra ricostruzione di reparto. La mancanza di due colonne come De Bruyne e Anguissa impone creatività, adattamenti e la capacità di sfruttare ogni risorsa disponibile.
La ripresa porterà risposte, ma anche nuove difficoltà: la mediana sarà il centro di questa ennesima sfida.
Fonte: CDS






