Il progetto del nuovo stadio del Napoli entra già nella fase delle tensioni. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha indicato come zona ideale l’area Caramanico, a Poggioreale, per costruire un impianto moderno, funzionale e pronto eventualmente a ospitare anche gare di Euro 2032. Ma tra le prime reazioni c’è già una voce di protesta compatta: quella degli oltre 200 esercenti dello storico mercato di Poggioreale. Una PEC è stata inviata alle istituzioni, per chiedere chiarimenti e tutelare le attività economiche che insistono proprio nella zona individuata per il nuovo stadio.
Il tema è ora ufficialmente sul tavolo del Comune, mentre cresce la distanza tra il club e l’amministrazione sulla questione stadio Maradona, che il Napoli considera ormai inadeguato. Il 4 settembre sarà una data chiave: quel giorno verrà presentato formalmente il progetto di De Laurentiis agli organi competenti.
Il Napoli rompe con il Comune: “Maradona non è idoneo”
Attraverso un comunicato ufficiale, firmato dall’avvocato Arturo Testa, la SSC Napoli ha chiarito la propria posizione. Il club non intende investire sullo stadio Maradona, dichiarato inidoneo per ospitare partite degli Europei 2032. Il giudizio è il risultato di due anni di studi tecnici commissionati direttamente dalla società. Inoltre, anche le proposte di intervento avanzate dal Comune vengono ritenute insufficienti sia dal punto di vista strutturale che economico-finanziario.
Secondo il club, infatti, non ci sarebbero le condizioni per trasformare il Maradona in un impianto all’altezza degli standard UEFA. A ciò si aggiunge il fatto che né UEFA né FIGC avrebbero mai dato un via libera ufficiale al progetto comunale, come invece riportato da alcune testate.
Perché Poggioreale? E cosa rischia il mercato storico?
La scelta di Poggioreale come sito per il nuovo stadio nasce dall’idea di una rigenerazione urbana, che potrebbe portare nuova vita e investimenti in un’area attualmente sottoutilizzata. Il progetto mira a costruire uno stadio moderno, senza gravare eccessivamente sulle casse pubbliche. Tuttavia, questo aspetto solleva molte preoccupazioni tra i commercianti del mercato Caramanico, che temono di perdere spazi vitali e di subire un impatto negativo sulle loro attività quotidiane, che rappresentano un pezzo importante della storia e dell’economia locale.
Il Comune si trova ora a dover mediare tra le richieste pressanti del club e le proteste delle realtà locali. La partita per il nuovo stadio è appena iniziata, ma le tensioni sono già evidenti e il dialogo sarà fondamentale per trovare una soluzione condivisa. De Laurentiis punta a costruire, ma prima dovrà convincere un intero quartiere a seguirlo in questa trasformazione.






