Il paradosso dei conti e il freno di gennaio
Il Napoli si avvicina al mercato invernale con una sensazione solo apparentemente contraddittoria: tanta liquidità disponibile, ma margini operativi più stretti del previsto. Nonostante circa 200 milioni in cassa, il club azzurro rischia infatti di rallentare le operazioni a causa del superamento della soglia dell’80% tra costi e ricavi, in particolare per quanto riguarda il monte ingaggi. Non si tratta di un problema di solvibilità, quanto piuttosto di equilibrio gestionale: un dettaglio che pesa nelle strategie e impone cautela nelle mosse di gennaio.
In questo scenario, il messaggio che arriva da Castel Volturno è chiaro: si investirà, ma solo se le condizioni saranno davvero favorevoli. Antonio Conte ha bisogno di rinforzi, soprattutto a centrocampo, ma non accetterà soluzioni tampone o profili non immediatamente pronti. La stagione è lunga, il Napoli è in corsa su più fronti e l’emergenza in mediana non può essere gestita solo con l’adattamento continuo degli stessi uomini.
Atta, Mainoo e le alternative sul tavolo
Il primo nome sul taccuino resta Arthur Atta. Il Napoli segue con attenzione l’evoluzione del suo infortunio, che in casa Udinese viene definito di bassissimo grado, con rientro previsto entro fine anno. Questo è un passaggio chiave: Conte non ama inserire giocatori a mezzo servizio e pretende certezze fisiche. Il problema, però, è la valutazione. I friulani chiedono circa 40 milioni, cifra considerata eccessiva da De Laurentiis, che si spingerebbe poco oltre la metà. Al momento la trattativa è in una fase di stallo, con l’infortunio che resta un fattore di rischio.
Parallelamente prende sempre più corpo la pista Kobbie Mainoo. Non è più una semplice suggestione: Giovanni Manna mantiene contatti costanti con l’entourage del centrocampista del Manchester United, che avrebbe aperto con convinzione all’ipotesi Napoli. A spingerlo ci sarebbe anche la volontà di ritagliarsi spazio in vista del Mondiale, dopo una prima parte di stagione vissuta ai margini. L’ostacolo principale resta lo United: Ruben Amorim non è favorevole alla cessione e l’ambiente non digerirebbe facilmente l’addio di un talento cresciuto in casa. L’operazione è complessa, ma non impossibile, soprattutto se si dovesse entrare nel vivo a fine mercato.
Sul fondo restano piste già note: Lorenzo Pellegrini, il cui rinnovo con la Roma è fermo ma che difficilmente partirà a gennaio, e Morten Frendrup, valutato con attenzione dal Genoa dopo i recenti cambi tecnici. Profili diversi, accomunati da un punto: nessuno verrà preso tanto per prendere.
Conte stringe i denti, ma il tempo stringe
La priorità del Napoli resta una: rinforzare il centrocampo. Uno o due colpi, senza forzature, ma con la consapevolezza che Conte potrà reggere l’emergenza solo ancora per poche settimane. Supercoppa compresa, il tecnico è disposto a stringere i denti per tre o quattro partite, poi serviranno alternative vere per non compromettere la tenuta della squadra.
Sul fronte giovani, l’interesse per Milton Pereyra del Boca Juniors conferma la linea del club sul lungo periodo, ma è un discorso secondario. Oggi il Napoli deve risolvere un problema immediato: ridare profondità e qualità alla mediana, senza sforare i paletti economici. Un equilibrio sottile, che deciderà non solo il mercato di gennaio, ma anche le ambizioni azzurre nella seconda parte della stagione.
Fonte: Mattino






