Napoli, mercato a saldo zero: ecco gli scenari
La Gazzetta dello Sport ricostruisce le vicende del Napoli per quando concerne il mercato a saldo zero.
Gazzetta: “I club di Serie A sono sottoposti a controlli di bilancio che, due volte a stagione, possono limitare la libertà di operare sul calciomercato. È il grande tema di questi giorni, il motivo per cui si è scritto di possibili limitazioni al mercato di Lazio, Napoli, Pisa e altri club. L’organismo storicamente responsabile di queste valutazioni, la Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche), è stato sostituito da una Commissione indipendente per la vigilanza sui bilanci delle società professionistiche di calcio e basket.
Gli indicatori chiave L’articolo 85 delle Norme Organizzative Interne della Figc regolamenta la questione. I club, entro il 31 maggio e il 30 novembre di ogni stagione, devono depositare un prospetto contenente due dati chiave: il costo del lavoro allargato (Cla) e i ricavi. Quei dati fanno riferimento ai consuntivi al 31 marzo e al 30 settembre, che diventano quindi le reali date chiave. Il costo del lavoro allargato comprende quelli per il personale (calciatori, allenatori), gli ammortamenti e le svalutazioni, le spese per gli agenti. I ricavi comprendono i quelli delle cessioni, i contributi in conto esercizio, i proventi da sponsorizzazioni, pubblicità, incassi commerciali, royalties, cessioni di diritti audiovisivi, prestiti dei calciatori e altri proventi dal trasferimento dei calciatori. Questi ricavi sono dati dal valore medio degli ultimi 36 mesi, per evitare che una singola grande operazione – e dunque una plusvalenza occasionale – alteri la valutazione della Commissione indipendente.
Il rapporto Ogni club, per operare normalmente in questo mercato di gennaio, deve avere un rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi inferiore a 0,8. Un rapporto superiore comporta il divieto di effettuare operazioni in entrata, salvo che il club dimostri alla Lega di aver generato un saldo positivo da cessioni, risparmi sugli stipendi o risoluzioni contrattuali. In queste condizioni, il mercato diventa possibile solo a saldo zero (eventuali operazioni in entrata dovranno essere compensate da cessioni di pari valore) e senza possibilità di aumentare gli emolumenti dei giocatori già in rosa. Questo rapporto, per il mercato estivo, scenderà a 0,7, passaggio che obbligherà i club a essere ancora più rigorosi nel contenimento dei costi e nella corsa a nuovi ricavi.
L’eccezione A novembre è stata introdotta una novità: per favorire l’investimento sui vivai e la valorizzazione dei calciatori italiani, sono stati esclusi dal calcolo del costo del lavoro allargato le spese e i relativi ammortamenti dei calciatori under 23 italiani. «Serve un atto di cambiamento radicale nella cultura degli investimenti della politica calcistica italiana», ha detto il presidente federale Gabriele Gravina, commentando questa decisione.
Le correzioni I provvedimenti di blocco del mercato in entrata (come accaduto la scorsa estate alla Lazio) o di obbligo di mercato a saldo zero (come accade ora per Napoli e Pisa) non sono inappellabili. Le società di Serie A possono proporre al Segretario generale della Figc istanza di revoca, coprendo l’eccedenza di costo in vari modi: i versamenti in conto futuro aumento di capitale (sono le somme versate dai soci in anticipo rispetto alla formale deliberazione di un aumento di capitale), gli aumenti di capitale già versati, i versamenti in conto copertura perdite (cioè i pagamenti per ripianare perdite di esercizio), i
finanziamenti dei soci postergati e infruttiferi, l’utilizzo delle risorse derivanti da cessioni pro soluto.
Le conseguenze a giugno Che cosa accadrà a giugno a Pisa, Napoli e altre società? I 18 club di A non sanzionati a gennaio, in caso di mancato rispetto del rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi, saranno obbligati a un mercato a saldo zero (sarebbe la prima infrazione). Per Pisa e Napoli, tre strade. Possono ovviamente rispettare il nuovo parametro (rapporto di 0,7) e in quel caso non saranno sanzionati. Se sforeranno una seconda volta, migliorando però il rapporto attuale, affronteranno un mercato a saldo zero. Se peggioreranno il rapporto attuale, andranno incontro a un blocco del mercato”.






