Il New York Times ha stilato una classifica dei giocatori più sottovalutati al mondo. Presenti italiani e anche un calciatore del Napoli: Stanislav Lobotka.
La classifica e il commento
Di Lobotka scrivono (James Horncastle): “Credo che dipenda da cosa intendiamo per sottovalutato. Alcuni giocatori non vengono apprezzati a dovere, in modo del tutto ingiustificato. Molti osservatori sembravano sminuire Domenico Berardi perché non riuscivano a capire perché avesse iniziato gli Europei del 2020, posticipati a causa della pandemia, al posto di Federico Chiesa. Presumibilmente, non avevano visto Berardi segnare quasi 100 gol in Serie A. Altri giocatori sono visti con uno scetticismo inspiegabile. Prendiamo Gianluigi Donnarumma del Manchester City e la strana ossessione per i piedi che i suoi critici hanno mostrato nelle loro valutazioni , nonostante il suo talento nel non subire gol. Dando un’occhiata a questa lista, si notano vincitori della Champions League ed ex capocannonieri che sono costati fino a 70 milioni di euro. Evidentemente, i loro club e il mercato li apprezzavano. Il miglior tipo di giocatore sottovalutato è quello su cui la gente non dà importanza, e di solito si tratta di centrocampisti difensivi. Un paio d’anni fa avrei detto Hakan Calhanoglu, ma anche lui era osannato da adolescente ad Amburgo. Ecco perché punto su Lobotka. Il trentunenne ha tutte le carte in regola. Due scudetti vinti con il Napoli, proveniente da una piccola nazione calcistica come la Slovacchia. Dovrebbe davvero giocare nel Barcellona”.
Osimhen invece è – scrivono – “troppo bravo per giocare nella Süper Lig turca con il Galatasaray. È tecnicamente dotato, efficace in contropiede e un finalizzatore letale, sia di testa che a terra. Esistono valide preoccupazioni riguardo all’atteggiamento del ventisettenne, che viene spesso escluso dalla discussione sui migliori centravanti d’Europa a causa del campionato in cui gioca. Ma tra gli attaccanti di livello mondiale, non è molto distante dall’élite di Haaland, Kane e Kylian Mbappé, e merita di essere riconosciuto”.




