Tre partite consecutive senza segnare non sono più un semplice segnale d’allarme. Sono la conferma che il Napoli di Conte si è inceppato. Il problema non può dipendere solo dalle assenze. La mancanza di Kevin De Bruyne pesa enormemente — i numeri lo dimostrano — ma al Dall’Ara contro il Bologna è mancato davvero tutto: idee, concretezza e reazione.
A differenza delle sfide contro Como ed Eintracht, dove almeno qualche occasione era arrivata, in Emilia si è visto il nulla assoluto. Nessuna conclusione pericolosa, nessuna trama offensiva degna di nota. Solo un tentativo di Elmas, troppo poco per impensierire il giovane Pessina, portiere diciottenne subentrato a gara in corso.
Il risultato è stato inevitabile: un altro 0-0 e una sensazione di vuoto che, per una squadra da vertice, suona come un campanello assordante.
Lukaku, l’assenza che pesa come un macigno
Il Napoli oggi vive la mancanza di un vero “9”. E la differenza si sente.
Romelu Lukaku, spesso criticato lo scorso anno, si sta rivelando oggi insostituibile. Nel sistema di Conte, il belga non era solo il finalizzatore perfetto: rappresentava anche il punto di riferimento per tutta la manovra offensiva, la sponda su cui costruire le azioni e l’uomo capace di far respirare la squadra nei momenti di pressione.
Senza di lui, il Napoli fatica a trovare profondità e peso offensivo. Hojlund, ultimo attaccante ad aver segnato più di un mese fa contro il Genoa, combatte e si spende ma spesso si innervosisce e perde lucidità nei duelli fisici. Lui ama attaccare la profondità, ma gli manca la fisicità e l’esperienza per reggere l’urto in area.
Lucca, invece, non ha fatto in tempo a completare la sua “scuola Lukaku”: il suo unico gol resta quello al Pisa, troppo poco per lasciare il segno.
Esterni senza incisività: il Napoli si ferma sulle fasce
Il problema non riguarda solo i centravanti. Gli esterni offensivi, da cui Conte si aspettava il salto di qualità nel 4-3-3, sono rimasti a quota zero.
Neres e Lang non hanno ancora segnato, Politano è fermo e i suoi sacrifici tattici non bastano più. Servono gol, assist, fantasia e dribbling vincenti. Invece, finora, la prestazione è stata troppo prevedibile, “da compitino”, come direbbe Conte.
L’assenza di invenzione sugli esterni ha reso il gioco azzurro piatto, privo di ritmo e di alternative. Tre partite senza reti non sono una parentesi, ma un segnale chiaro: se il Napoli vuole restare in alto, deve ritrovare creatività e concretezza.
Conte cerca soluzioni: servono idee, non solo uomini
Conte, che costruisce le sue squadre sull’intensità e sulla disciplina, sa che il problema non è solo tecnico, ma mentale. L’assenza di De Bruyne e Lukaku ha tolto riferimenti forti, ma ora serve una scossa collettiva.
Il Napoli deve ritrovare la fame e la voglia di rischiare, di calciare, di spingersi oltre. Perché dal nulla non nasce nulla — e in Serie A, chi si ferma a guardare, viene superato in fretta.
Fonte: Gazzetta






