Il Napoli cade a Bologna e la sconfitta, alla vigilia della sosta, apre più di un interrogativo. Antonio Conte dovrà usare queste due settimane per ritrovare equilibrio, idee e intensità: il tempo per ripartire non manca, ma la fotografia attuale è quella di una squadra spenta, prevedibile e in affanno.
Tre gare senza gol: 360 minuti di silenzio
Gli azzurri non segnano da tre partite consecutive tra campionato e Champions League. Sono 360 minuti senza reti: l’ultima, di testa, porta la firma di Anguissa a Lecce.
Da quel momento la luce si è spenta. L’assenza di Kevin De Bruyne ha inciso pesantemente: da quando il belga si è fermato, il Napoli ha segnato solo in quella gara.
Conte ha provato a invertire la rotta tornando al 4-3-3, con Højlund terminale centrale, ma il sistema non ha prodotto risultati. Gli esterni offensivi non hanno inciso né supportato il centravanti, rimasto troppo isolato. La manovra è diventata prevedibile e lenta: anche contro un portiere diciassettenne subentrato a freddo, gli azzurri non hanno mai creato vere occasioni da rete.
Manovra senza ritmo e centrocampo in calo
Il rientro di Lobotka non ha dato la spinta sperata. McTominay e Anguissa, determinanti lo scorso anno per gli inserimenti e il pressing, appaiono in calo di brillantezza.
Il centrocampo, cuore pulsante del gioco contiano, oggi è piatto: pochi cambi di passo, poco movimento senza palla e una costruzione lenta che favorisce le difese avversarie.
Il Napoli, che un anno fa travolgeva gli avversari con ritmo e verticalità, oggi appare prevedibile, con una manovra orizzontale e poco incisiva.
Condizione fisica in flessione e gambe pesanti
La stagione in corso ha portato un carico superiore rispetto all’anno scorso: la Champions League pesa e si fa sentire.
La squadra sembra già logora fisicamente: mancano lucidità e brillantezza, soprattutto nella seconda parte delle partite.
Conte aveva costruito la sua forza sull’intensità e sull’aggressività, ma a novembre il Napoli dà l’impressione di aver perso benzina troppo presto.
Infortuni e rotazioni limitate: emergenza gestione
Le numerose assenze prolungate hanno ridotto le possibilità di rotazione. I titolari appaiono stanchi e le riserve poco integrate nel progetto.
Lucca ha trovato spazio solo a causa dell’infortunio di Højlund, mentre Lang è scivolato indietro nelle gerarchie, superato da Elmas.
Dietro, il muro difensivo che aveva garantito solidità si è incrinato: Rrahmani, Di Lorenzo e compagni hanno commesso troppi errori individuali. E davanti, mancano idee e qualità nell’ultimo passaggio.
Conte al bivio: servono idee nuove e una scossa mentale
Il ko di De Bruyne ha aperto una voragine tattica non ancora colmata. Conte deve intervenire su due piani: mentale e fisico.
La sosta arriva nel momento giusto: servirà per recuperare energie e lavorare su un’identità offensiva smarrita.
Il campionato resta aperto, ma la squadra dovrà ritrovare se stessa prima del ciclo decisivo contro Atalanta, Roma e Juventus: tre gare che diranno fin dove può spingersi questo Napoli.
Fonte: Mattino






