Un problema divenuto strutturale
Da qualche giorno l’apatia offensiva è un dato di fatto per il Napoli.
La squadra di Conte non segna più, e l’inizio di stagione ha mostrato un volto diverso rispetto al passato recente: quello di un gruppo che difende più di quanto attacchi, ma senza l’efficacia difensiva di un anno fa.
Il confronto è impietoso: alla stessa giornata della scorsa stagione, McTominay e compagni avevano già realizzato 18 gol, due in più rispetto ai 16 messi a segno oggi in Serie A.
Il peggior dato offensivo della carriera di Conte
Per Antonio Conte, quello di oggi è il dato realizzativo più basso da quando allena nei grandi campionati europei.
Dopo 11 giornate, nessuna sua squadra aveva mai segnato così poco.
Alla Juventus, nello stesso arco di gare, non era mai sceso sotto quota 18, migliorando anno dopo anno fino a costruire un ciclo vincente da tre scudetti consecutivi.
Il picco lo aveva raggiunto all’Inter 2020/21, con 29 gol nelle prime 11 partite, preludio al titolo.
Ottimi numeri anche in Inghilterra: 26 reti con il Chelsea nel 2016/17 e 19 l’anno successivo. Persino al Tottenham, nel 2022/23, gli Spurs avevano già messo insieme 24 gol prima del suo addio.
Napoli in panne: tre partite senza gol
Oggi, invece, il Napoli è fermo.
Nelle ultime tre gare — contro Como, Eintracht e Bologna — la squadra non ha trovato la via della rete.
Il tutto è coinciso con l’infortunio di Kevin De Bruyne, che ha tolto luce e fantasia alla manovra.
Da allora, l’attacco si è inceppato: Højlund non è riuscito a invertire la rotta, e senza un punto di riferimento tecnico il gioco offensivo si è svuotato.
Conte spera nel rientro di Lukaku, ma il belga resta ancora lontano dalla condizione ideale.
Un segnale d’allarme per la sosta
Il tecnico dovrà approfittare della pausa per lavorare su un problema che non può più essere considerato passeggero.
Chi è rimasto a Castel Volturno sarà il punto di partenza per un reset offensivo necessario: servono nuove soluzioni e un cambio di ritmo immediato.
Conte non vuole ritoccare ulteriormente verso il basso un record negativo che non gli appartiene per mentalità né per storia.
Fonte: Mattino






