Edoardo Reja, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Gazzetta dello Sport in occasione di Napoli-Atalanta.
Il tecnico friulano ha sottolineato la forza delle idee e della programmazione di Aurelio De Laurentiis, evidenziando come la visione del presidente abbia permesso al club azzurro di crescere nel tempo, restando competitivo in Italia e in Europa grazie a scelte spesso coraggiose.
Edoardo Reja su De Laurentiis e la sua visione
Ecco quanto dichiarato da Edoardo Reja: “Come guardo Napoli-Atalanta? Con sentimento, perché io ho lasciato parte di me in entrambe le città. A Napoli di più, non solo perché ci sono stato per più stagioni ma soprattutto per aver avuto l’onore di guidare la cavalcata dalla serie C alla A, con irruzione in Europa.
Lavezzi ed Hamsik? Fu bravo Marino a prenderli, ma si inserirono subito: alla seconda di A, dopo aver perso al debutto, andammo a vincere 5-0 a Udine. Capimmo che ci saremmo divertiti e così fu.
De Laurentiis e Percassi? Entrambi capitani di industria di profilo elevatissimo. Visionari, con idee forti, il senso del rischio d’impresa che non vuol dire però l’azzardo. Una capacità di arricchire il patrimonio societario attraverso operazioni proiettate nel futuro. Sanno governare le burrasche. Percassi ha un vantaggio straordinario: essere stato calciatore e dunque saper annusare il vento. E De Laurentiis una naturale freddezza a maneggiare il pericolo e ad affrontarlo. Sono due vincenti.
Non so come se la passi emotivamente il Napoli, che però – conviene ricordarlo – è a due punti dal primo posto. Conte starà assai meglio di due settimane fa: il gol di McTominay è di una bellezza accecante. E non Palladino, con una carriera da calciatore alle spalle di quel livello e un impatto da tecnico così autorevole, non avrà paura.
I due scudetti in tre campionati rappresentano la dimostrazione dell’esistenza di un progetto di enorme fattura targato De Laurentiis. Ma i meriti di Spalletti e di Conte e di Giuntoli e di Manna non sono in secondo piano.
Conte ha cercato la scossa, deve aver colto qualcosa e ha voluto incidere caratterialmente sulla squadra. Palladino porta in sé motivazioni nei calciatori”.
