Napoli-Arsenal, Allegri e l’attesa della svolta: il paragone con Alì-Foreman
La Gazzetta dello Sport descrive l’approccio di Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Arsenal come una scelta di calma quasi filosofica, paragonata dal quotidiano alla saggezza sufi che considera ogni difficoltà una prova necessaria da superare. Un calcio che il quotidiano avvicina anche alla celebre strategia di Muhammad Ali contro George Foreman a Kinshasa: incassare e aspettare il momento giusto per colpire, come già intravisto nelle gare con Como e Inter.
Il limite del paragone: Hojlund non è Alì
Secondo la Gazzetta, però, il paragone regge solo in parte: i piedi di Rasmus Hojlund, reduce da due gol pesanti, non hanno la stessa capacità di risolvere le partite che avevano i pugni di Alì, un limite che si amplifica proprio contro un avversario del calibro dell’Arsenal. Il quotidiano avverte che un’eventuale terza sconfitta consecutiva cambierebbe sensibilmente il clima attorno alla squadra, alimentando irrequietezza nell’ambiente e qualche preoccupazione in più anche per Aurelio De Laurentiis, finora disposto a concedere margine di pazienza nonostante l’avvio complicato in campionato.
Una sfida in salita, ma con margini di sorpresa
Il quotidiano riconosce la superiorità dei Gunners per rosa, velocità, fisicità, tecnica ed esperienza, al punto che un risultato positivo del Napoli verrebbe letto come una vera impresa. Tuttavia, secondo la Gazzetta, la Champions League resta per l’ambiente napoletano una sorta di terreno dell’utopia calcistica, capace di far emergere risorse inattese proprio nei momenti più delicati. Per questo, conclude il quotidiano, al Napoli servirebbe soprattutto vincere per ritrovare un’identità, più che punti in classifica: sostanza e carattere, non solo capacità di resistere.






