Il Napoli continua a convivere con un’emergenza che sembra non finire mai. L’elenco degli indisponibili è lungo e pesante, tanto da costringere Antonio Conte a guardarsi dentro, prima ancora che alla panchina, per trovare soluzioni nuove senza perdere competitività. Restare in testa al campionato, condividendo il panorama dall’alto con il Milan, è un privilegio che va difeso anche quando il destino sembra accanirsi.
Udine diventa così un crocevia simbolico e pratico. Non solo per i ricordi dell’anno scorso, ma perché in un calendario che non concede tregua prevenire è ormai l’unica cura possibile. L’aria fresca non può arrivare dal mercato né dall’infermeria, ma da una gestione più attenta delle energie.
Il ritorno di Politano come chiave
Matteo Politano rappresenta esattamente quel “venticello” di cui Conte ha bisogno. Per due mesi è stato spremuto fino all’ultima goccia: otto partite consecutive, un minutaggio altissimo e un lavoro doppio, offensivo e difensivo, lungo tutta la fascia destra. Poi il crash, a Bologna, quando anche il suo fisico ha presentato il conto.
Da cinque partite Politano è rimasto in panchina, ha rifiatato, ha osservato. Ora però è pronto a rientrare nei meccanismi, consentendo a Lang – più che a Neres – di alleggerire il carico e di non andare incontro allo stesso rischio. Non è solo una questione di gambe, ma di equilibrio: Politano garantisce copertura, ampiezza e una lettura delle due fasi che pochi altri in rosa possiedono.
Turnover impossibile, scelte obbligate
Conte vorrebbe ruotare di più, ma la realtà è brutale: il turnover, in questo momento, è quasi impraticabile. Anche i cambi a partita in corso diventano un lusso. Ecco perché ogni dettaglio pesa il doppio, e ogni recupero, anche parziale, assume un valore strategico.
A Udine qualcosa può cambiare, soprattutto sugli esterni e tra le linee. Politano non ha bisogno di adattamenti né di istruzioni extra: conosce il copione e lo interpreta con una generosità che torna utile soprattutto quando il pallone lo gestiscono gli altri. È una soluzione “semplice”, ma proprio per questo preziosa.
Numeri, affidabilità e prospettive
I numeri raccontano molto di Politano: dal gennaio 2020 a oggi ha messo insieme 35 assist e 34 gol. Statistiche che certificano una continuità spesso sottovalutata. In questa stagione è sotto media, ma proprio per questo può rappresentare una risorsa per ritrovare brillantezza offensiva senza snaturare l’impianto.
In mezzo al campo, invece, le notizie restano poche. Lobotka è l’unico che dà segnali di rientro a breve, con l’obiettivo Supercoppa nel mirino. Per il resto, Conte dovrà continuare a battere sentieri anche inesplorati, dosando uomini e idee.
Il Napoli non può permettersi di andare in apnea. Politano, oggi, è molto più di un semplice cambio: è un modo per respirare, restare in alto e affrontare un gennaio che promette di essere tutt’altro che clemente.
Fonte: Gazzetta






