Da anni l’inglese è diventata una sorta di lingua ufficiale nello spogliatoio del Napoli. È il segno della globalizzazione calcistica e di un club sempre più internazionale. Con l’arrivo di Antonio Conte, poi, il legame con l’Inghilterra si è rafforzato: la Premier League è diventata la fonte principale per alimentare il nuovo progetto. Questa sera, contro il Pisa, il Maradona vedrà in campo tutti e quattro gli acquisti arrivati dalla Premier nell’ultimo anno, a dimostrazione di come l’identità azzurra stia vivendo una fase di trasformazione.
Hojlund, McTominay e De Bruyne: il tridente di Conte
Al centro dell’attacco ci sarà ancora Rasmus Hojlund, alla sua terza da titolare consecutiva e pronto al debutto casalingo con la maglia del Napoli. Alle sue spalle agiranno Scott McTominay, MVP dell’ultimo campionato e uomo capace di spezzare gli equilibri delle partite, e Kevin De Bruyne, chiamato a un colpo di genio davanti al suo nuovo pubblico. Finora il belga ha brillato in trasferta, andando a segno due volte, ma il Maradona attende ancora la sua magia.
Sarà un Napoli dalla cintola in su totalmente “Made in Premier”, sinonimo di ritmo alto, aggressività feroce, cambi di gioco continui e sfruttamento degli spazi in profondità. Conte, che crede fermamente nella crescita del danese, non vuole privarsi di Hojlund: i due anni passati allo United non sono stati semplici, ma hanno forgiato un attaccante giovane e già pronto per il grande calcio.
Un progetto in costruzione
La crescita del Napoli passa anche da McTominay, che ha già regalato emozioni fortissime ai tifosi azzurri. La sua prodezza in semirovesciata nella notte scudetto resta una delle immagini più iconiche della recente storia azzurra. Oggi è molto più di un centrocampista: è un incursore costante, un attaccante aggiunto che sa farsi trovare al momento giusto in area. Lo United lo rimpiange, il Napoli se lo coccola.
Accanto a lui, Kevin De Bruyne rappresenta la stella di caratura internazionale, simbolo della scalata del City e ora guida tecnica di un Napoli che sogna in grande. Con i suoi passaggi e la sua visione, Kevin può trasformare le partite e ha tutte le intenzioni di regalarsi la prima grande notte al Maradona. Infine Billy Gilmour, cervello scozzese che aggiunge geometrie e verticalità, alternativa diversa rispetto a Lobotka. Un altro tassello per rendere il Napoli più imprevedibile.
Quella contro il Pisa non sarà solo una partita di campionato, ma il banco di prova per misurare la maturità di un progetto che porta sempre più l’impronta della Premier League. Conte lo sa bene: per costruire un Napoli dominante serve continuità, fame e il giusto mix tra esperienza internazionale e cuore azzurro.
Fonte: Gazzetta






