Allegri al lavoro: una rosa da valutare tra conferme e tagli
Massimiliano Allegri ha iniziato la sua avventura al Napoli trovandosi davanti una situazione particolare: una rosa composta da ben 47 calciatori, molti dei quali rientrati dai prestiti e tutti da valutare. Il tecnico livornese, insieme al direttore sportivo Giovanni Manna, dovrà individuare i 25 elementi che faranno parte del gruppo destinato ad affrontare Serie A, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa.
Tra i primi osservati speciali c’è Rafa Marin. Il difensore spagnolo, acquistato dal Real Madrid nell’estate del 2024 per circa 12 milioni di euro e reduce dall’esperienza al Villarreal, avrà l’opportunità di convincere Allegri durante il ritiro. Il centrale classe 2002 vuole rilanciarsi e conquistare spazio dopo una prima esperienza in azzurro condizionata da un minutaggio ridotto.
Gli esuberi e i nodi del mercato: Manna al lavoro sulle cessioni
Il compito più delicato riguarda però le uscite. Restano infatti da sistemare diversi calciatori che pesano sul monte ingaggi e sul bilancio del club.
Tra i principali indiziati a partire ci sono Jesper Lindstrom e Jens Cajuste, due investimenti importanti delle passate stagioni che non hanno rispettato le aspettative. Il Napoli dovrà inoltre prendere decisioni su altri elementi arrivati nell’estate 2025, come Noa Lang, Lorenzo Lucca e Luca Marianucci, tutti destinati a essere valutati direttamente da Allegri prima di qualsiasi scelta definitiva.
Le cessioni rappresentano una priorità per la società, che punta a snellire l’organico prima di tornare a operare in entrata.
Zeballos resta il primo obiettivo per rinforzare l’attacco
Sul fronte acquisti il nome più caldo continua a essere quello di Exequiel Zeballos. L’esterno argentino ha già trovato un’intesa con il Napoli e attende soltanto il via libera definitivo del Boca Juniors.
L’operazione, però, resta subordinata alle uscite. Solo dopo aver liberato posti in rosa e alleggerito il monte ingaggi, Giovanni Manna potrà chiudere l’affare e consegnare ad Allegri uno dei rinforzi individuati per il reparto offensivo.
Dal San Carlo al campo: due presentazioni, due filosofie
L’esordio pubblico di Massimiliano Allegri al Teatro San Carlo ha evidenziato un approccio molto diverso rispetto a quello mostrato da Antonio Conte due anni fa.
Se il tecnico salentino aveva costruito fin dal primo giorno una narrazione basata su sacrificio, disciplina e cambiamento, Allegri ha scelto toni più distesi, alternando ironia e pragmatismo. Forte di una squadra reduce da successi importanti e con una struttura già competitiva, il nuovo allenatore azzurro ha trasmesso serenità, evitando proclami e preferendo rimandare ogni giudizio al lavoro quotidiano sul campo.
Due idee diverse per guidare il Napoli
Le differenze tra Conte e Allegri non riguardano soltanto il carattere, ma anche la gestione del gruppo.
Conte aveva impostato il proprio percorso facendo leva sulla pressione costante, sulla costruzione di una nuova mentalità e sul conflitto come motore del cambiamento. Allegri, invece, sembra voler puntare sulla valorizzazione delle qualità già presenti nella rosa, cercando equilibrio e collaborazione con società e dirigenti.
Anche nelle dichiarazioni emerge una filosofia differente: il nuovo allenatore azzurro preferisce non esprimere giudizi sui singoli prima di averli allenati, ribadendo che sarà il campo a fornire le risposte definitive. Ora il ritiro di Dimaro rappresenterà il primo vero banco di prova per definire gerarchie, modulo e scelte di mercato.






