Meret si avvicina al rientro: il punto
Alex Meret è fermo da fine ottobre per infortunio ed il portiere friulano non è ancora tornato a disposizione di Conte: il quotidiano Il Mattino fa il punto della situazione.
Meret: ecco quando torna
Dalle mani di Meret, due scudetti e una Coppa Italia vinta con il Napoli, il portiere più vincente della storia azzurra, a quelle di Milinkovic-Savic che si scopre essere il settimo rigorista della lista di Conte. Dunque, non solo un para-rigori (sei neutralizzati negli ultimi dieci in campionato) ma anche uno capace di calciare una saetta da oltre 100 chilometri all’ora per battere Caprile, il collega del Cagliari. Il rigore perfetto. Lui è il prototipo del portiere moderno: struttura fisica importante e bravo con i piedi.
Le caratteristiche che hanno convinto Conte a ingaggiarlo. Il serbo dalla barba lunga aveva già fatto gol in Coppa Italia alla stessa maniera: una staffilata dal dischetto contro il Milan nei quarti di finale dell’edizione ’20-’21.
Erano i tempi del Torino. Protagonista ogni volta che può, un fisico da colosso per il
“piccolo” Milinkovic-Savic (piccolo per modo di dire, visto che è alto 202 centimetri), fratello minore dell’ex laziale Sergej. Doveva andare al Manchester United da ragazzino ma non ottenne il permesso di lavoro.
Vanja, quando era al Torino, sfiorò il gol con un destro portentoso che fece tremare la traversa contro il Carpi, su punizione. La stessa potenza che mercoledì gli ha permesso di trasformare il rigore. Quindi, il vizietto ce l’ha nel sangue.
Meret sta per tornare. O a Riad o con la Cremonese in campionato. Alex ha tolto il tutore, ormai si allena ed è pronto al rientro in campo. Chiaro che questi due mesi senza il friulano hanno aperto un’autostrada a Milinkovic Savic: l’ex granata si è conquistato un posto in prima fila in questo Napoli.
D’altronde, anche quando il friulano era convocabile, in Champions ha giocato l’ex granata. Laltra sera, nel match del super-
turnover, Contini se ne è stato a riposo, proprio perché Conte aveva immaginato una conclusione ai rigori e quindi aveva deciso di puntare sulle sue manone provvidenziali. Deve tutto a Paolo Di Sarno, per 16 anni preparatore dei portieri al Torino: lo ha cresciuto, svezzato, consigliato e fatto maturare. La barba ha iniziato a farsela crescere proprio quando era con i granata e nessuno, neppure l’altro serbo, Mihajlovic, è mai riuscito a convincerlo a raderla. Figurarsi adesso che ha conquistato la maglia da titolare con il Napoli. 28 anni e per Conte ha persino sacrificato la nazionale serba: per favorire il suo inserimento, per ben due volte ha rinunciato alla convocazione. Ora c’è aria di derby per lui: quello con la Juventus.






