Il Napoli va a Copenaghen con un obiettivo che va oltre la semplice classifica: conquistare la vittoria numero 100 nelle competizioni europee e, allo stesso tempo, avvicinarsi in modo decisivo ai playoff di Champions League. Una missione sportiva ma anche economica, fondamentale per il club di Aurelio De Laurentiis dopo una lunga fase di assenza dalle grandi notti continentali.
Un digiuno europeo lungo 818 giorni
L’ultima vittoria esterna del Napoli in Europa risale al 24 ottobre 2023, quando gli azzurri si imposero per 1-0 sul campo dell’Union Berlino grazie a una rete di Giacomo Raspadori. Da allora, il bilancio è stato pesante: sconfitte contro Real Madrid e Barcellona, il ko prevedibile con il Manchester City, la dura lezione subita dal PSV a Eindhoven e lo stop interno contro il Benfica di Mourinho.
Questo digiuno ha avuto conseguenze anche sul piano finanziario, incidendo sulle entrate Uefa e portando il club a una sessione di mercato invernale improntata alla prudenza. Tuttavia, i risultati ottenuti al Maradona contro Sporting Lisbona, Qarabag ed Eintracht Francoforte tengono ancora aperta la corsa qualificazione.
Copenaghen, crocevia per i playoff
La sfida in Danimarca rappresenta uno snodo decisivo. Il Napoli è attualmente 23° nella maxi-classifica di Champions, posizione che vale l’ultimo posto utile per i playoff. Subito dietro c’è proprio il Copenaghen, rendendo lo scontro diretto ancora più carico di tensione e significato.
Un successo consentirebbe agli azzurri non solo di consolidare la posizione, ma anche di scrivere una pagina storica: sarebbe la centesima vittoria europea del club, che al momento conta 99 successi, 56 pareggi e 64 sconfitte, con 332 gol segnati e 248 subiti.
Højlund torna a casa: il fattore emotivo
A rendere speciale la serata sarà anche il ritorno di Rasmus Højlund nella città in cui è cresciuto. L’attaccante danese cerca il primo gol esterno in questa Champions con la maglia del Napoli, dopo aver segnato due volte al Maradona contro lo Sporting Lisbona.
Il Napoli di Conte ha finora realizzato 6 reti in 6 partite europee. I migliori marcatori sono McTominay, con tre gol, e lo stesso Højlund con due. Numeri contenuti, che raccontano un percorso più pragmatico che spettacolare, ma ancora pienamente in corsa per l’obiettivo minimo stagionale.
Mertens re d’Europa azzurro, Maradona simbolo eterno
Il miglior marcatore europeo della storia del Napoli resta Dries Mertens, con 28 reti tra Champions ed Europa League. Il belga, diventato simbolo del club, ha lasciato un segno profondo, al punto da essere ancora oggi considerato una bandiera moderna.
Curiosamente, Diego Maradona non figura tra i primi dieci marcatori europei del Napoli. Il Pibe de Oro ha segnato 5 gol in 25 presenze continentali, ma il suo peso storico resta ineguagliabile, soprattutto per il trionfo in Coppa Uefa del 1989, il punto più alto del cammino internazionale azzurro.
Dalle origini al sogno Champions
Il Napoli ha debuttato in Europa nel 1962, in Coppa delle Coppe, dopo la vittoria della Coppa Italia: resta l’unico club di Serie B ad aver conquistato il trofeo nazionale. All’epoca, con Bruno Pesaola in panchina, gli azzurri affrontarono un percorso fatto di spareggi e regolamenti lontani dal calcio moderno.
Con l’arrivo di Maradona e il primo scudetto, il club entrò nella Coppa dei Campioni. Il debutto contro il Real Madrid fu subito durissimo: lo 0-2 del Bernabeu pesò più della spinta dei 90mila del San Paolo nel ritorno. Da allora, il Napoli ha vissuto alti e bassi europei, fino ai quarti di finale di Champions del 2023, fermati dal Milan tra polemiche arbitrali.
Una notte che vale più dei tre punti
Copenaghen non è soltanto una tappa del calendario. È un esame di maturità europea, una prova di continuità per il progetto Conte e un’occasione per rilanciare l’immagine internazionale del club. Tra storia, numeri e ambizioni, il Napoli cerca una vittoria che profuma di svolta.
Fonte: Mattino






