Mondiale 2022 in Qatar: la giustizia francese indaga
Il Mondiale 2022 in Qatar ha sollevato molte polemiche negli scorsi anni, ma presto la competizione vinta dall’Argentina potrebbe tornare sotto il polverone mediatico. Ne parla Calcio e Finanza.
Il 2 dicembre 2010, il Qatar ha ottenuto l’organizzazione della Coppa del Mondo 2022, nonostante non fosse considerato il candidato tecnicamente migliore secondo le ispezioni della FIFA. Oggi, a distanza di anni, emergono nuovi elementi che mettono in discussione la regolarità di quel voto, con ipotesi di corruzione che coinvolgono figure di primo piano del mondo del calcio e della politica sportiva internazionale.
Secondo quanto riportato da Le Monde, i giudici istruttori francesi Serge Tournaire e Virginie Tilmont stanno approfondendo una pista precisa: un contratto televisivo stipulato tra la FIFA e il canale qatariota Al-Jazira Sport (poi diventato BeIN Sports), siglato poche settimane prima del voto, l’11 novembre 2010. Questo accordo, del valore complessivo di 400 milioni di dollari, prevedeva una clausola molto particolare: in caso di assegnazione del torneo al Qatar, il canale si impegnava a versare 100 milioni di dollari in più, come “contributo non rimborsabile” alle spese di produzione della FIFA.
Questa clausola condizionata, e soprattutto il fatto che fosse prevista prima del voto, solleva molti dubbi sull’integrità del processo di assegnazione. Un primo pagamento di 6 milioni di dollari fu effettuato il 30 dicembre 2010, pochi giorni dopo il verdetto.
Nel corso delle indagini, i giudici francesi si sono interrogati su una possibile correlazione tra questa offerta finanziaria, il cambio di posizione del presidente UEFA dell’epoca, Michel Platini, che inizialmente non era favorevole al Qatar, e altri movimenti finanziari sospetti, come un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri a Platini, effettuato dalla FIFA nel febbraio 2011 per decisione dell’allora presidente Sepp Blatter.
Il ruolo di Platini è particolarmente rilevante: secondo la magistratura francese, il suo voto e quello di altri esponenti UEFA potevano essere determinanti per il successo del Qatar. Platini ha sempre negato di essere a conoscenza della clausola contenuta nel contratto con Al-Jazira. Tuttavia, Jérôme Valcke, ex segretario generale della FIFA, ha dichiarato nel 2022 che i membri del comitato esecutivo erano “naturalmente” al corrente di quel bonus. Una fonte anonima ha confermato che anche Sepp Blatter, il potente presidente della FIFA, ne era consapevole, così come altri membri chiave del comitato esecutivo come Julio Grondona, Ricardo Teixeira e Jack Warner.
Blatter e Valcke firmarono ufficialmente il contratto con Al-Jazira l’11 dicembre 2010, pochi giorni dopo che il dipartimento legale della FIFA ne aveva dato l’ok. I giudici francesi hanno esaminato anche gli altri contratti televisivi firmati in quel periodo, scoprendo che nessun altro prevedeva un bonus condizionato all’esito del voto. Solo quello con il canale qatariota conteneva una clausola di questo tipo.
A complicare ulteriormente il quadro, c’è anche il fatto che, alla fine del 2010, tutti i membri del comitato esecutivo della FIFA ricevettero un bonus personale di 200.000 dollari, ufficialmente legato al successo dell’organizzazione del Mondiale in Sudafrica. Anche i dirigenti FIFA percepirono generosi compensi.
Valcke, tuttavia, ha sempre sostenuto che non ci sia stato alcun legame diretto tra il contratto con Al-Jazira e i bonus versati ai membri del comitato, aggiungendo che non vi era alcuna volontà da parte sua di influenzare il voto. Ha però ammesso che vi fu l’intenzione di approfittare delle risorse economiche del Qatar, in un momento in cui il paese cercava con forza legittimazione e visibilità internazionale.

Le indagini continuano a gettare ombre su un’assegnazione controversa, che ha suscitato polemiche sin dall’inizio e che ora, alla luce dei documenti e delle testimonianze emerse, sembra essere stata frutto di una strategia ben orchestrata, in cui il denaro ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale.






