Il Napoli riparte dalle sue certezze più profonde, da quei giocatori che nei momenti cruciali riescono a trasformare l’inerzia di una stagione. Tra questi, Scott McTominay spicca come simbolo di una rinascita che non può più essere rimandata. Le ultime settimane hanno mostrato una squadra fragile, condizionata da assenze pesanti e da un rendimento offensivo ben lontano dagli standard necessari per competere ai massimi livelli. Tuttavia, proprio dai fari delle Nazionali arrivano segnali che possono cambiare la rotta.
Il peso specifico di McTominay
La Gazzetta descrive McTominay come un uomo capace di presentarsi sempre nel momento in cui la storia chiama. La rete che ha portato la Scozia al Mondiale dopo ventotto anni è un frammento di un mosaico più grande, fatto di leadership, potenza e capacità di incidere anche quando la pressione è al massimo. E il Napoli conosce bene questi aspetti: lo scozzese ha già firmato momenti decisivi, come il gol scudetto contro il Cagliari nella scorsa stagione. Le sue dodici reti e la continuità dimostrata lo rendono una delle certezze più solide della rosa.
Il Napoli, che da sedici mesi fatica a trovare con continuità il gol, ha bisogno come l’aria di figure capaci di cambiare gli equilibri emotivi. Con una media realizzativa leggermente più bassa della scorsa stagione, le difficoltà offensive restano un tema aperto. L’assenza di Lukaku e l’adattamento dei nuovi, in particolare Hojlund, hanno complicato lo scenario. Ma il gol ritrovato dal danese con la propria Nazionale rappresenta un altro segnale di risveglio.
Il ritorno del tridente e l’occasione per Neres
Conte valuta il ritorno al tridente, non solo per ragioni tattiche ma anche per necessità: le assenze di Anguissa e De Bruyne pesano enormemente, riducendo le opzioni in mezzo al campo. Con McTominay ed Elmas ai lati di Lobotka, il Napoli può ritrovare equilibrio e spinta. Sulle fasce offensive torna protagonista David Neres, che non segna da gennaio e che vede in questa finestra l’occasione per riprendersi il ruolo che aveva ereditato dopo l’addio di Kvara.
Il contributo di Politano e Lang, almeno finora deficitario in zona gol, diventa un altro punto da risolvere rapidamente. In alternativa resta Lucca, fisico poderoso e possibilità concreta se serviranno soluzioni più dirette.
Verso la sfida con l’Atalanta
La prossima gara non è soltanto un turno di campionato: rappresenta una verifica psicologica e tattica sul lavoro di Conte e sulla capacità della squadra di reagire. Con McTominay e Hojlund che arrivano rinfrancati dagli impegni internazionali, il Napoli può guardare alla “settimana della verità” con rinnovata fiducia.






