Lo stakanovista del Napoli
La sua maglia è già appesa, almeno simbolicamente, nel cuore del Ferraris. È la numero otto di Scott McTominay, il calciatore che più di ogni altro rappresenta il concetto di continuità nel Napoli di Antonio Conte. Contro il Genoa sarà la quindicesima partita consecutiva da titolare in Serie A, la ventottesima di fila tra club e nazionale, la trentaquattresima complessiva dall’inizio della stagione. Un ritmo impressionante, che racconta meglio di qualsiasi parola il suo peso all’interno della squadra.
Dentro la rosa azzurra è un vero stakanovista. Con 2.801 minuti giocati guida la classifica interna, pronto ad allungare ulteriormente il distacco dopo lo stop forzato di Di Lorenzo (2.751’) e il recente rientro di Milinkovic-Savic (2.430’), mentre Meret ha ripreso stabilmente la porta. Allargando lo sguardo ai cinque principali campionati europei, solo Szoboszlai ed Enzo Fernández hanno accumulato più minuti di lui in stagione, escludendo il Mondiale per Club.
Un tuttocampista totale
La continuità, però, è solo una parte del suo repertorio. McTominay è un centrocampista totale, capace di adattarsi a più ruoli senza mai perdere efficacia. Nato mezzala, si è imposto anche da centrale nel 3-4-2-1 disegnato da Conte dopo la sosta di novembre, formando con Lobotka una coppia di equilibrio e sostanza. In quel sistema è diventato imprescindibile: copre, corre, costruisce e si inserisce con tempi perfetti.
Nel corso della stagione ha interpretato praticamente ogni ruolo possibile: seconda punta accanto a Lukaku, interno sinistro nel 4-3-3 dello scudetto, esterno nei cosiddetti “Fab Four”, fino allo spostamento definitivo in mediana. Ovunque è riuscito a garantire pressing, strappi palla al piede e aperture precise per gli esterni, spesso eseguite con naturalezza disarmante.
Gol, numeri e leadership
Anche i numeri offensivi certificano il suo valore. I gol stagionali sono già nove, quattro in meno rispetto ai tredici della scorsa annata, ma con un carico di partite nettamente superiore dovuto alla Champions League. In Serie A ha segnato cinque volte, quattro in Europa, diventando di fatto il goleador aggiunto del Napoli alle spalle di Højlund, con cui condivide il vertice interno. Indimenticabile resta la doppietta dell’11 gennaio a San Siro contro l’Inter, uno spartiacque emotivo e tecnico della stagione.
La scorsa annata si era chiusa con lo scudetto e il premio di MVP del campionato. Arrivato quasi in sordina, McTominay ha conquistato Napoli con fisicità, intelligenza tattica e una disponibilità totale al sacrificio. Conte lo considera un punto fermo non solo per quello che dà in campo, ma per l’esempio quotidiano che offre al gruppo. Un vero highlander del centrocampo azzurro, instancabile e decisivo, a cui il Napoli continua ad aggrapparsi.
Fonte: CDS






