Un leader ritrovato nelle notti europee
Scott McTominay continua a confermarsi come uno degli uomini più affidabili del Napoli. Altro che calciatore in difficoltà: lo scozzese rimane una presenza costante, uno che lascia sempre il segno, soprattutto nelle sfide europee dove la sua esperienza e la sua capacità di imporsi nei momenti cruciali diventano decisive. sotto la pioggia battente del Maradona, quasi come un guerriero della tradizione scozzese ricordato nel Macbeth, ha firmato un’altra prestazione importante, diventando il capocannoniere azzurro in Champions League.
Dopo essere stato protagonista assoluto contro l’Atalanta, nel match contro il Qarabag, McTominay ha ritrovato immediatamente la via del gol. Prima si è fatto trovare con il tempismo giusto, poi ha trasformato un tocco complicato in una rete che ha segnato la partita. Un premio conquistato con il lavoro, perché da quando è arrivato a Napoli è tra i centrocampisti più incisivi del campionato italiano: nell’ultimo anno e mezzo nessuno, nel suo ruolo, ha partecipato a così tante marcature tra gol e assist.
Numeri che smentiscono ogni dubbio
Nonostante qualcuno avesse parlato di calo, i numeri raccontano un’altra storia. Dopo dodici partite di campionato, McTominay ha messo insieme due gol e due assist, esattamente come nella scorsa stagione allo stesso punto del calendario. L’unica differenza sta nei minuti giocati: lo scorso anno erano stati leggermente meno, ma l’apporto era identico. Oggi è parte di un centrocampo costruito attorno alla sua solidità, un reparto che nella configurazione ideale unisce le sue qualità a quelle di Anguissa e De Bruyne, con Højlund come riferimento offensivo.
Conte ha cambiato modulo più volte in questi mesi, adattandosi alle emergenze e variando il sistema di gioco almeno quattro volte. In tutto questo, però, McTominay è rimasto un punto fisso. In un campionato in cui gli attaccanti faticano a segnare — basti guardare la classifica marcatori con Calhanoglu, Pulisic, Orsolini e Paz a quota cinque — avere un centrocampista con questa produttività rappresenta una risorsa enorme.
L’intesa ritrovata con Højlund
La serata contro il Qarabag ha segnato anche un passo avanti nell’intesa con Højlund. Dopo il rigore sbagliato, lo svedese poteva risentirne psicologicamente, ma è stato uno dei primi a correre verso McTominay dopo il gol. Un dettaglio che dice molto sul loro rapporto e soprattutto sul fatto che, per la prima volta da quando giocano insieme a Napoli, i due sono riusciti a segnare con entrambi in campo. Un evento non così frequente nemmeno ai tempi del Manchester United, dove era capitato solo dieci volte.
La loro collaborazione si è vista anche nell’azione del primo gol contro il Qarabag: movimenti coordinati in area, compiti ben distribuiti e la capacità di non ostacolarsi, segno che i meccanismi stanno tornando a funzionare. Senza Kevin De Bruyne, Anguissa e con Lukaku ancora ai box, Conte deve affidarsi a un numero ristretto di uomini, e i due ex United sono tra quelli chiamati a caricarsi il Napoli sulle spalle in questo periodo complicato.
Un riferimento per Conte e per lo spogliatoio
McTominay è diventato anche un punto di riferimento nello spogliatoio. Piace ai compagni, ai tifosi e allo stesso Conte, che lo considera un uomo fondamentale sia per equilibrio sia per personalità. Era stato tra i protagonisti anche nel confronto interno dello scorso settimana, segno della centralità del suo ruolo non solo in campo.
In Champions League ha già segnato tre gol, l’80% dei quali di testa, confermando una specialità che aveva mostrato già in passato. Dopo le difficoltà di Eindhoven, la notte del Maradona gli ha restituito sensazioni completamente diverse. Ieri ha goduto un giorno di relax sul mare, ma da oggi la testa è già sulla prossima sfida: la trasferta dell’Olimpico contro la Roma.
Fonte: Mattino






