Il passo indietro che cambia tutto
Per Scott McTominay, fare un passo indietro non è mai stato segno di resa, ma di visione. Lo faceva ai tempi del Manchester United e lo ha rifatto ora, nel momento più delicato della stagione del Napoli. Conte ha ridisegnato la squadra e lo scozzese è diventato il perno di un nuovo equilibrio: abbassa la posizione, copre, costruisce, accompagna. Ed esalta ancora di più quell’energia inesauribile che lo rende un giocatore unico per versatilità e mentalità.
Con il centrocampo ridotto all’osso dagli infortuni, McTominay si è piazzato al fianco di Lobotka, completandolo: lo slovacco detta i tempi, lo scozzese li accelera. Scott, oltre a proteggere la difesa, diventa anche il primo riferimento offensivo quando l’azione si sviluppa centralmente. Una doppia veste interpretata con naturalezza, segno della sua intelligenza tattica.
La mancata rete e l’impatto sulla partita
L’unico rammarico della sua serata resta il gol non segnato. Le occasioni, almeno tre, sono state nitide. Ma McTominay è uno che colpisce spesso quando serve davvero, come dimostrato dalla rovesciata con la Danimarca che ha fatto il giro del mondo. Anche senza segnare, ha inciso: la giocata che porta Neres al raddoppio nasce da un’intuizione delle sue, lucida, verticale, decisiva.
Lo raccontano anche i dati: il suo baricentro medio si è abbassato, segno di un lavoro più sporco ma fondamentale. Pressa, recupera, si allarga, accompagna, guida. È la figura che ordina il caos quando il ritmo sale. Un faro tattico e caratteriale.
Hojlund: serata senza gol, ma piena di sostanza
Rasmus Hojlund sta vivendo una fase strana: gioca bene, ma la palla non entra. Anche contro l’Atalanta non ha trovato la rete che gli manca da quasi due mesi. Però Conte lo ha difeso, proteggendolo da ogni critica e valorizzandone la visione: l’assist che sblocca la partita è suo, un tocco intelligente che apre il destro di Neres.
Si sacrifica come sempre, pressa, si muove, stringe, allarga. E quando subisce un colpo, chiede il cambio per prudenza. Conte non rischia: il danese è appena rientrato e la priorità è riportarlo gradualmente alla miglior condizione “mondiale”.
Beukema e la difesa ritrovata
Tra le sorprese più importanti c’è Sam Beukema. Dimenticato per settimane dopo la notte da incubo di Eindhoven, è tornato titolare nel terzetto difensivo e ha risposto con una gara di personalità. Interventi puliti, letture precise, comunicazione costante con i compagni.
A fine partita l’olandese ha raccontato il percorso di questi giorni: confronto, lavoro e consapevolezza di dover reagire subito dopo la debacle di Bologna. Messaggio ricevuto: il Napoli ha dimostrato compattezza, ordine e fame.
Un gruppo che riparte unito
Dopo giorni di tensione, parole pesanti e discussioni sull’identità della squadra, la risposta è arrivata dai 90 minuti contro l’Atalanta. Non dalle interviste, non dai commenti, ma dal campo. Lì dove si distingue chi regge la pressione e chi la subisce.
Il Napoli ha ritrovato energia, intensità e spirito collettivo. La scelta di Conte di richiedere un sacrificio ulteriore a McTominay e la crescita degli esterni hanno ridisegnato una squadra più solida mentalmente. Ed è da qui che riparte la corsa Champions: con equilibrio, convinzione e un leader nuovo nel cuore del gioco.





