Il tuttofare di Conte
Un occhio alla regia di Lobotka, un altro a Barella, poi la corsa in area e lo strappo quando serve respirare. Scott McTominay è diventato questo per il Napoli: un centrocampista totale, il perno silenzioso ma decisivo del sistema di Antonio Conte. A San Siro, contro un’Inter che lo ispira e lo esalta, toccherà ancora a lui farsi carico di compiti diversi e complementari. Non è una richiesta scritta, ma è una pretesa evidente: McTominay deve incidere, come fa ormai da settimane, da leader tecnico e mentale.
Il Meazza evoca ricordi positivi. Qui, un anno fa, McTominay aveva già lasciato il segno in una partita poi risultata decisiva nella corsa allo scudetto. In totale sono due i gol segnati all’Inter: l’altro è arrivato al Maradona, il 25 ottobre, con un destro al volo che ha aperto la rimonta e acceso una delle sue prestazioni più complete. San Siro, dunque, non è solo uno stadio, ma un terreno fertile per il suo calcio.
La sfida in mezzo al campo
Inter-Napoli può decidersi soprattutto a centrocampo. Conte lo sa e per questo affida a McTominay il ruolo di carta chiave contro Chivu. Lo scozzese dovrà opporsi alla fisicità e all’intensità di Barella, spezzare le linee del gioco verticale orchestrato da Calhanoglu e reggere il confronto tecnico con Zielinski, in una sorta di incrocio simbolico tra passato e presente azzurro.
Nel nuovo Napoli, McTominay è ovunque. Accompagna la manovra, protegge Lobotka, si allarga, si accentra, strappa palla al piede o senza palla, trascinando gli avversari fin dentro l’area. È il centrocampista che Conte cercava: disciplinato ma libero, potente ma anche lucido nelle scelte. La sua presenza diventa ancora più centrale in una serata segnata dall’assenza di Neres, fermato dall’ennesimo stop e privando il Napoli di una fonte primaria di profondità e gol.
Numeri da attaccante
C’è anche un altro aspetto che rende McTominay imprescindibile: il gol. Segnare non è più un’eccezione, ma una costante. Sarebbe il ventesimo con la maglia del Napoli in appena 63 presenze, una media che appartiene più a un attaccante che a un centrocampista. In stagione è già a quota sei reti, divise equamente tra Serie A e Champions League, secondo miglior marcatore della squadra dietro Højlund.
Contro il Verona, mercoledì, aveva aperto la rimonta e trovato anche il raddoppio, poi annullato per un fuorigioco precedente. Un gol rimasto in sospeso, un credito che potrebbe essere riscosso proprio a San Siro, nel contesto più esigente e stimolante.
San Siro come palcoscenico
McTominay sa come si affrontano certe notti. Quella di oggi sarà la sua quinta sfida a Milano, con un bilancio nettamente favorevole: tre vittorie e una sola sconfitta. L’unico ko risale a settembre contro il Milan, mentre il resto del percorso racconta di uno scozzese capace di alzare il livello quando la posta cresce.
Il Napoli è cambiato, per necessità e per scelta, ma una certezza resta intatta: quando il gioco si fa duro, McTominay è già pronto a metterci il petto. Sa come si fa.
Fonte: CDS






