A tutto Manfredi: dal Maradona allo sport a Napoli
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport.
Sindaco Gaetano Manfredi, qual è il valore più profondo del riconoscimento di Napoli come Capitale Europea dello Sport?
«Questo titolo per noi ha un significato che va ben oltre il prestigio dell’onorificenza. È la conferma di un percorso di crescita che la città ha intrapreso con determinazione negli ultimi anni, puntando su un modello di sviluppo in cui la pratica sportiva ha un ruolo centrale nella promozione del benessere collettivo. È un riconoscimento che interpreta lo sport come strumento di inclusione sociale, come veicolo di valori condivisi e come occasione di crescita culturale per le nuove generazioni. Ed è anche un incoraggiamento a proseguire: vogliamo consolidare una città capace di offrire opportunità a tutti, rafforzando la nostra identità europea e l’impegno per un futuro sostenibile, inclusivo e fondato sulla partecipazione attiva dei cittadini».
Impianti, grandi eventi, inclusione: i traguardi sono tanti. Ce n’è uno a cui tiene in modo particolare?
«A Napoli, soprattutto tra le giovani generazioni, c’è una grande fame di sport. Sport inteso come gioco, ma anche come strumento di aggregazione sociale. Ed è su questo che vogliamo puntare. Il tema dell’inclusione è uno dei traguardi più significativi, quello più legato alla nostra visione di città. Rendere lo sport davvero accessibile a tutti significa intervenire su più piani: ridurre le barriere economiche, potenziare le strutture di quartiere, sostenere le persone con fragilità, promuovere programmi specifici per i più giovani. L’inclusione non è un elemento accessorio: è un criterio guida che orienta ogni scelta. Opportunità sportive diffuse rafforzano il tessuto sociale, prevengono marginalità e promuovono una cultura della partecipazione che rende la comunità più coesa. In questo senso, l’inclusione racconta più di tutto la città che stiamo costruendo».
Cosa ha fatto la differenza nel progetto con cui vi siete candidati?
«La candidatura di Napoli si è distinta per la capacità di proporre una visione complessiva e radicata nel territorio. Non ci siamo limitati a un elenco di eventi o interventi: abbiamo costruito un progetto sistemico, insieme agli altri soggetti coinvolti, in cui la promozione dello sport dialoga con la rigenerazione urbana, con il coinvolgimento del mondo scolastico, con la valorizzazione delle associazioni e con una forte attenzione ai giovani. Abbiamo puntato sullo sport come strumento di aggregazione, perché i ragazzi possano trovare nella pratica sportiva non solo un’attività che li accompagni accanto allo studio, ma un ambito in cui mettere alla prova le proprie capacità e sperimentare le proprie attitudini. Il talento ha bisogno di spazio per emergere, e la storia dei campioni della nostra città lo dimostra. Nessun ragazzo dovrebbe vedersi preclusa la possibilità di scoprire le proprie passioni e costruire un futuro in linea con le proprie aspirazioni».
In che modo rientra lo Stadio Maradona in un anno così speciale?
«Lo stadio Maradona è nel cuore di tutti i napoletani ed è tra le priorità della nostra azione amministrativa. Vogliamo dialogare con il Calcio Napoli e, nel frattempo, abbiamo approvato un progetto di riqualificazione e ammodernamento di cui la struttura ha bisogno, con la speranza di poterlo candidare per ospitare gli Europei del 2032. Sono certo che anche la Regione, con il nuovo presidente Roberto Fico, ci darà una grande mano in questo senso. Inoltre, quest’anno ricorrono i 100 anni del Calcio Napoli».
C’è un evento che non vede l’ora di vivere in prima persona?
«Forse la curiosità più grande è vedere la partita di pallavolo maschile degli Europei con un campo allestito in piena Piazza Plebiscito. L’inizio dell’estate, poi, ci permetterà di assaporare in anteprima quello che sarà uno degli eventi velici più importanti al mondo nel 2027, l’America’s Cup. A giugno 2026, infatti, è prevista la preregata, che funzionerà in qualche modo da test verso l’appuntamento dell’anno successivo. In generale, esprimo soddisfazione per un calendario ricco di competizioni di respiro internazionale. Tuttavia ho un’attenzione particolare per gli eventi, anche meno mediatici, dedicati ai giovani e alle scuole: sono le nuove generazioni a incarnare speranza ed energia. Vedere migliaia di ragazze e ragazzi avvicinarsi allo sport con entusiasmo, senso di appartenenza e consapevolezza di far parte di una comunità che li sostiene è uno dei risultati più gratificanti per un’amministrazione pubblica. È lì, spesso lontano dai riflettori, che si percepisce davvero la forza trasformativa dello sport e la sua capacità di incidere concretamente sulla vita delle persone».
Qual è il suo rapporto con lo sport? C’è uno sportivo a cui si ispira?
«Il mio rapporto con lo sport è fatto di rispetto e sincera ammirazione per i valori che trasmette. Disciplina, costanza, rispetto delle regole, capacità di lavorare in squadra: sono principi fondamentali anche nell’attività amministrativa e politica. Non ho un’unica figura di riferimento: mi ispira la testimonianza quotidiana di tanti atleti, noti e meno noti, che dimostrano come il successo sia il frutto di un percorso fatto di sacrifici, coraggio e determinazione. In ogni sport esistono esempi di integrità e senso civico: è da questo patrimonio collettivo che traggo ispirazione per interpretare con responsabilità il ruolo che mi è stato affidato».
Qual è l’invito che vuole rivolgere ai napoletani in vista di questo 2026 speciale?
«Partecipare con entusiasmo e spirito di comunità a tutte le iniziative. Essere Capitale Europea dello Sport non è un riconoscimento destinato solo alle istituzioni: appartiene a ogni cittadino, a ogni famiglia, a ogni ragazzo che scende in campo, a ogni volontario che contribuisce alla riuscita degli eventi. Chiedo ai napoletani di vivere pienamente le opportunità che verranno offerte: utilizzare gli impianti, sostenere le attività di quartiere, condividere lo sport come occasione di incontro, crescita e responsabilità civica. Agli investitori chiedo di dare una mano alla città, ideando e realizzando progetti utili alla comunità: arene, palazzetti, playground e campetti nelle Municipalità. Solo con un coinvolgimento diffuso potremo trasformare questo riconoscimento in un’eredità duratura, capace di migliorare la qualità della vita e consolidare l’immagine di una Napoli dinamica, aperta e profondamente legata ai valori dello sport».






