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Luciano Spalletti presenta le gare a Norvegia e Moldavia in conferenza stampa

Guido Olivares di Guido Olivares
1 Giugno 2025
in News
Tempo di Lettura: 6 min
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Italia-Moldavia, le formazioni: le scelte dei Commissari tecnici
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Luciano Spalletti presenta le gare a Norvegia e Moldavia in conferenza stampa

Luciano Spalletti, allenatore dell’Italia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa.

Norvegia e Moldavia: parola a Spalletti

Antonio Conte durante i festeggiamenti
Antonio Conte durante i festeggiamenti

Che lettura dà della finale di Champions League dell’Inter?
“L’Inter dal mio punto di vista ha fatto una stagione straordinaria, aver lottato fino alla fine per lo scudetto ed essere arrivata in fondo a tutte le competizioni con tutte le difficoltà del caso non è da poco. Poi ha perso contro squadre fortissime come Milan, Napoli o Psg ma nel calcio funziona così. Io darei più forza al percorso dell’Inter piuttosto che alle sconfitte. Partite come quelle contro Barcellona e Bayern sono cose straordinarie. Poi è chiaro che ci si rimane male perché poi vengono a sommarsi componenti, dopo aver giocato partite su partite ci sta non poter essere brillanti e ieri sera all’Inter è successo di essere al di sotto delle sue reali forze. Ma ciò che va sottolineato è il grande lavoro, sono arrivati in finale di Champions due volte in tre anni e per farlo ci vuole davvero roba addosso di quella che non scalfisci facilmente. Poi purtroppo hanno perso ed è da questo livello di partite qui che viene fuori che campione sei, che uomo sei, che forza hai. Di che livello sei lo dice la reazione a queste partite qui. Ora a questi giocatori crolla tutto addosso, ma noi faremo leva per sistemare tante cose con questa prossima partita. Giocheremo per qualcosa di straordinario e io credo sia l’occasione giusta per ripartire subito”.

La gara di Oslo è già uno spareggio?
“In Norvegia ci giochiamo molto sul fatto se parteciperemo al Mondiale oppure no, per cui noi lo sappiamo bene tutti. Ce lo siamo detti a vicenda già nel primo incontro di ieri, c’era Buffon presente. Si va ad assolvere questo compito che ci è stato consegnato, si va a giocarci questa qualificazione che per noi è fondamentale”.

Ieri Donnarumma ha parlato già di Italia
“Ha fatto vedere anche ieri di essere il più forte. Eccelso e sontuoso per le parate viste a Monaco di Baviera, ma anche in campionato le ha fatte. Ci dà forza avere calciatori e campioni di questo livello, anche altri hanno vinto”.

Ha messo da parte il progetto per questa gara?
“C’è da fare una precisazione: Acerbi non ha risposto alla convocazione. Non è una questione fisica: ha ripensato ciò che è successo attorno a lui. Io lo avevo convocato per quanto fatto vedere in questo periodo. E’ vero che in fondo al campionato ci arriviamo tutti col fiato tirato, fare queste convocazioni non è stato facile ma dobbiamo mettere insieme tante di quelle cose… Anche se ne ho portati 23 poi sono 30 i calciatori che fanno parte della Nazionale. Non ci sono Calafiori e Buongiorno, stavamo monitorando anche Leoni ma non è al meglio. Mi è dispiaciuto non aver convocato Mandragora, Cristante e Mancini, stanno facendo benissimo. Però lo abbiamo lì come pensiero perché se ci manca qualche pedina la andiamo a rimpiazzare. Avevamo deciso di fare un gruppo abbastanza ristretto per cui quei 7-8 giocatori che non rientrato in questi 23 non sono stati dimenticati. Altrimenti ne convoco 33 tutte le volte… Ma per quello che si è visto è bene far capire a certi giocatori che contiamo su di noi. Nella risposta su Acerbi sulla data di nascita c’era l’intenzione di credere in quelli emergenti. Poi bisogna prendere atto delle reazioni di questi giorni”.

Il “no” di Acerbi è un “no” polemico?
“Chiaro che con Acerbi avevo parlato prima. Sms e telefonate. Non voglio pensare nulla: io devo dare forza alle cose che accadono. Stamattina via sms mi ha detto di no. Io gli ho risposto. Poi ci siamo sentiti al telefono, e di corsa ad allenarci perché chi c’è merita attenzione”.

Sostituirà Acerbi?
“Per il momento no, non lo andiamo a sostituire. Comunque dobbiamo ancora approfondire tutto con calma e serenità”.

Come si affronta la Norvegia? Resterà con la difesa a tre viste tutte queste assenze?
“La Norvegia è la miglior Norvegia della sua storia, ha sia qualità tecniche che fisiche soprattutto nel reparto offensivo. Gioca 4-3-3 un po’ spinto perché poi Sorloth viene a fare l’attaccante centrale, è votata al calcio offensivo. E’ reduce da risultati importanti con un calcio importante, poi per il resto noi abbiamo tutte le carte in tavola per fare la nostra partita. Vogliamo disputare una grande gara ed è quello che andiamo a mettere in pratica”.

Ha visto le gare della Norvegia? Come penserà di fermare l’attacco norvegese?
“La mia strategia è la stessa di quella delle gare precedenti. Ho sei scelte in difesa e poi ci metteremo il resto della squadra. Sappiamo che la Norvegia ha giocatori molto importanti anche nell’uno contro uno e noi abbiamo le nostre caratteristiche, siamo convinti di poter mettere in piedi una squadra che possa rendere incerto il risultato della partita”.

Nella ripresa in Germania il passaggio a quattro ha prodotto un buon effetto. Può avvenire anche durante le prossime partite?
“Sì, può capitare. Di Lorenzo sa fare il terzo centrale e l’esterno. Abbiamo la possibilità di avere due attaccanti molto importanti. Abbiamo un centrocampo che può permetterci di controllare la partita. Non ci sono preoccupazioni particolari nei confronti di questa partita”.

Cosa è rimasto delle ultime gare contro la Germania? Che squadra è uscita?
“Abbiamo questo modo di fare di tristezze esagerate e felicità travolgenti nel modo di giocare, questo doppio atteggiamento che non siamo ancora riusciti a prendere bene in mano. Però ci sono state molte situazioni in cui abbiamo avuto contezza di avere una squadra forte con calciatori forti, come nel secondo tempo di Dortmund. Perché è vero che la Germania s’è un po’ accontentata del risultato, ma dal mio punto di vista è più difficile quella reazione piuttosto che il contrario. Si tratta solo di andare avanti col lavoro, poter mettere qualche mattoncino in più e tirar fuori una percentuale più alta di queste felicità travolgenti a cui ci hanno abituato”.

A cosa può servire Orsolini?
“Innanzitutto si fanno i complimenti al Bologna per aver vinto la Coppa Italia e al Napoli per aver vinto il campionato. E si dice bravi all’Inter per averlo tenuto aperto fino all’ultima giornata. Orsolini è il cambio di ritmo sia in funzione dei gol che della qualità offensiva, è lo stesso discorso di Politano. Quest’ultimo è stato condizionato a fare un po’ più di lavoro della squadra, mentre Orsolini è più finalizzatore. Fa parte di questi ragionamenti circa un assetto più offensivo alla squadra. In precedenza non l’ho convocato perché siamo 23, ma l’ho sempre tenuto nei miei pensieri. Io come CT devo sempre tirar dentro chi sta facendo bene”.

Avere un reparto offensivo pieno di gol che patrimonio dà a questa squadra?
“Ci dà la convinzione di avere calciatori importanti su cui poter contare. Però poi bisogna sempre tener conto degli equilibri di squadra, bisogna farli funzionare gli attaccanti perché se poi la squadra la tengono gli altri nemmeno due attaccanti forti come quelli dell’Inter riesci a usarli. Ci sono cose da tener presenti e poi sarà sempre il risultato del campo a dirci se avrò scelto bene o male”.

Che effetto ti ha fatto veder rivincere lo Scudetto al Napoli?
“Non ho fatto nessun post perché lo scorso anno non ho fatto nessun post sullo Scudetto dell’Inter, sono il CT della Nazionale. Poi a Di Lorenzo mando un messaggio perché hanno fatto qualcosa di stratosferico dopo esser caduti a livelli di classifica. Bisogna fare i complimenti a Conte e ai calciatori per ciò che hanno esibito, sono stati squadra durante tutta la stagione. Eccetto un paio di risultati hanno avuto un rendimento sempre molto costante e una crescita a livello di conoscenze in campo. Hanno conquistato uno straordinario titolo e poi si sa che quando c’è qualcosa che riguarda Napoli viene messo in risalto dal sentimento e dalla bellezza dei napoletani. Io lo so bene, mi manca solo quel pullman lì e ho pianto due ore a vederlo. Sono feste che ti coinvolgono in maniera particolare e me le sono gustate anche io, pur avendole vissute in precedenza. Quindi al Napoli si dice bravi, bravissimi”.

Che effetto le fa Ancelotti CT del Brasile? E le parole di Donnarumma sull’Italia?
“Ancelotti ha allenato i più grandi a livello Mondiale, è quello giusto per tirar su una nazionale con quell’estro e quella fantasia. Ancelotti è una scelta super corretta e giusta per qualsiasi nazione. Sulle parole di Donnarumma dico che da un punto di vista mio diventa facile, l’aspirazione finale è sempre indossare questa maglia e mi aspetterei che tutti i calciatori la pensano allo stesso modo”.

La scelta che ha fatto Acerbi ti ha più sorpreso o deluso?
“Io non posso permettermi nessuna depressione. Si va fiduciosi a fare altre cose, altre scelte. Sapendo di avere a che fare con calciatori anche più forti”.

Guido Olivares

Guido Olivares

Dottore in Giurisprudenza, nato a Napoli il 19 marzo 2001.

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