Lucca da Dimaro: il punto
Lorenzo Lucca, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa da Dimaro Folgarida.

Lucca: le prime parole in conferenza stampa
Lucca: “Il gruppo e chi lavora in questa società mi ha accolto benissimo, lottiamo per un unico obiettivo.
Conte ha vinto tanto ed ha grande esperienza. Posso solo imparare da lui a livello tattico e mentale, una dei suoi punti di forza.
Lukaku? È un giocatore fantastico che sta avendo una grandissima carriera. Posso prendere tanti spunti positivi da lui, non vedo l’ora di scendere in campo e giocare assieme a lui.
Ho sentito il CT Gattuso, mi ha chiamato. In ottica Nazionale sono venuto qui, Napoli è sempre stato il mio obiettivo. La mia prima scelta è stata Napoli. Questo percorso sta iniziando e può finire bene con i Mondiali in estate. Devo rimanere concentrato e giocarmi le mie carte nel modo giusto.
Vogliamo migliorarci durante tutto l’anno seguendo i dettami del mister. L’obiettivo comune è cercare di vincere tutte le partite, poi alla fine si faranno i conti.
Cercherò di dare il mio supporto sfruttando le mie qualità. Dovrò cercare di dare le mie energie per poter vincere.
È un piacere essere accostato ad Osimhen ed Higuain, io devo ancora dimostrare tanto. Rigori? Chi sarà in campo li tirerà, deciderà il mister. Se Conte lo vorrà io a me fa solo piacere tirare i rigori.
Nella scorsa stagione sono migliorato sotto tanti punti di vista, in questo momento posso migliorare nel lavorare con i compagni. Prima mi focalizzavo solo sul segnare, ma non fa bene alla squadra. Se giochiamo meglio tutti, poi loro potranno mettermi nelle condizioni di segnare.
Conte mi ha dato alcuni consigli sul come stare davanti al difensore quando la palla va sulle fasce. Anche Romelu mi ha dato consigli, far parte di questa rosa è un’emozione.
Giocare a calcio è sempre stato il mio sogno da bambino.
Stare con Lukaku è una soddisfazione perché fino a 4 anni fa lo vedevo solo in Tv. So dove son partito e so dove voglio arrivare.
Credo di essere un giocatore atipico, so andare sia incontro al pallone che andare in profondità. Devo solo rimanere concentrato ed allenarmi sempre bene per migliorare.
Gli assist fanno parte del lavoro con i compagni, devo essere il primo a migliorarmi.
I colpi di testa sono una mia caratteristica, ma non so fare solo quello. Devo cercare di lavorare in settimana, fermandomi anche dopo l’allenamento per migliorare.
Conte ci darà una grossa mano, ma sono fiducioso e so cosa voglio. Devo ascoltare il mister e fare ciò che mi chiede.
L’esperienza all’Ajax mi ha fatto maturare tantissimo, non ho giocato molto, ma ho fatto tanta esperienza. Sono grato all’Ajax, ma penso solo al Napoli.
Fuori dal campo non ho tanti hobby, mi piace giocare a padel e stare con amici e famiglia. I festeggiamenti dello scudetto? Sono stati emozionanti, spero di viverli anche io. Sin dall’inizio il Napoli è stata la mia prima scelta.
La gavetta mi ha aiutato tanto a crescere. Sin da quando avevo 14 anni mi sono confrontato con gente più grande di me. Lo consiglio molto perché ti fa avere molta cazzimma. Sono orgoglioso di me stesso, spero di fare benissimo a Napoli.
Perché il 27? Lukaku ha già preso la 9, allora ho scelto il 27 perché 2+7 fa 9.
Ora stiamo correndo e faticando tanto, non abbiamo ancora provato gli schemi su palla inattiva. Dobbiamo ascoltare ciò che ci dice il mister.
Gattuso mi ha chiesto dove fossi, ci siamo sentiti 2-3’. Mi ha ribadito la sua stima nei miei confronti.
Con Carnevale ed Inler abbiamo parlato pochissimo. Sicuramente però mi hanno detto che Napoli è meravigliosa, posso solo che divertirmi. Da quando sono arrivato a Dimaro ho subito percepito l’accoglienza del pubblico e della società. Non mi sarei mai aspettato un’euforia simile.
Ho giocato sia a due punte che ad una punta. L’importante è giocare.
L’episodio del rigore di Lecce? Quell’episodio venne frainteso, ora è acqua passata. Può capitare quando giochi a calcio. Devo dare solo il mio apporto alla squadra.
Per essere qui devo ringraziare la mia famiglia. La musica della Champions League non l’ho mai sentita in campo, ma l’ho sentita al Maradona in Napoli-Ajax 4-2. Non vedo l’ora di giocarci.
Obiettivi personali? Migliorare dove sono carente, ho ben chiaro dove voglio arrivare, ma non posso dire la cifra esatta dei gol. Se un attaccante si mette degli obiettivi a livello di gol ti crei pressione, forse per un attaccante è meglio non averle.
Conoscevo i giocatori italiani perché li avevo visti in Nazionale. Sto facendo amicizia con tutti loro, non posso che trovarmi bene con loro”.






