Lele Oriali commenta la gara Sassuolo-Napoli
Lele Oriali, membro dello staff del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

Lele Oriali a Dazn: “Sono in forma, bisogna dare l’esempio anche ai ragazzi.
Non sono proprio l’addetto al calciomercato, c’è Manna che si occupa di mercato. La sua assenza si può sopperire, Romelu no. Lukaku per noi è determinante ed è un grande riferimento per noi anche fuori dal campo. Non è facile sostituirlo, ma la società farà il possibile per sostituire Lukaku.
Non avevo mai visto De Bruyne da vicino, vederlo da vicino è uno spettacolo. Vederlo allenare ti riempie gli occhi. Ha una visione del gioco che sono oltre, talvolta non le capiamo neanche noi. È di un altro livello.
Il nostro campionato è un gran premio di formula 1. L’Inter è la squadra più forte, noi dobbiamo crescere e migliorarci e cercare di rimanere nella coppa che conta”.
Gabriele Oriali è stato un calciatore italiano simbolo di dedizione, sacrificio e spirito di squadra, divenuto un’icona del calcio operaio degli anni ’70 e ’80. Nato a Como il 25 novembre 1952, Oriali ha legato la maggior parte della sua carriera all’Inter, club con cui ha esordito in Serie A nel 1970. Mediano di grande resistenza, intelligenza tattica e instancabile corsa, era il classico “gregario” che ogni allenatore desiderava avere in campo: non faceva notizia per i gol spettacolari o per le giocate tecniche, ma era determinante per l’equilibrio e la compattezza della squadra.
Oriali non era un calciatore appariscente, bensì un lavoratore silenzioso, sempre al servizio dei compagni e disposto a coprire ogni zona del campo. La sua capacità di recuperare palloni, spezzare il gioco avversario e ripartire con semplicità lo rendeva un punto fermo sia nell’Inter che nella Nazionale. Con i nerazzurri ha collezionato oltre 390 presenze ufficiali, vincendo uno Scudetto nel 1970-71 e due Coppe Italia. Nel 1983 si è trasferito alla Fiorentina, dove ha concluso la carriera da calciatore nel 1987.
Il momento più alto della sua carriera è sicuramente la vittoria del Campionato del Mondo del 1982 con la Nazionale italiana. In quella squadra leggendaria, guidata da Enzo Bearzot, Oriali fu titolare in mezzo al campo, distinguendosi per spirito di sacrificio e costanza.
Dopo il ritiro, ha lavorato come dirigente sportivo, spesso ricoprendo ruoli tecnici e dirigenziali all’interno dell’Inter e della Nazionale. È diventato una figura di riferimento anche fuori dal campo, apprezzato per la sua competenza e il suo stile sobrio.
Un fatto curioso è che il suo nome è stato immortalato nella celebre canzone “Una vita da mediano” di Luciano Ligabue, che lo cita come esempio di umiltà e lavoro silenzioso, rendendolo un simbolo non solo calcistico, ma anche culturale.






