Nelle prossime settimane il calcio europeo potrebbe vivere una svolta storica. La UEFA sta valutando la sospensione di Israele da tutte le sue competizioni, mentre dagli Stati Uniti l’amministrazione Trump esercita forti pressioni per evitare l’esclusione. Ecco il quadro aggiornato della vicenda.
Possibile decisione UEFA su Israele
Secondo il Times, la maggioranza del Comitato Esecutivo UEFA sarebbe favorevole a sospendere Israele dalle competizioni europee, sulla scia di quanto già fatto con la Russia nel 2022. La proposta nasce dopo il rapporto di una Commissione ONU che accusa Israele di genocidio a Gaza.
Membro UEFA dal 1994, Israele rischierebbe così di essere estromesso da Champions, Europa e Conference League, Nations League ed eliminatorie per Mondiali ed Europei. Sul piano sportivo la nazionale è terza nel Gruppo I di qualificazione per il Mondiale 2026, mentre sul fronte club l’unica squadra ancora in corsa nelle coppe è il Maccabi Tel Aviv, che disputa le gare casalinghe su campi neutri.
Anche la Commissione ONU per i Diritti Umani ha chiesto ufficialmente a FIFA e UEFA di sospendere Israele, sottolineando che il provvedimento dovrebbe riguardare lo Stato e non i singoli calciatori.
Le pressioni di Trump per scongiurare l’esclusione
Secondo The Athletic l’amministrazione statunitense sta esercitando pressioni diplomatiche sui vertici UEFA per evitare l’esclusione di Israele dalle coppe europee, temendo ripercussioni sulle qualificazioni al Mondiale 2026. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha affermato che faranno tutto il possibile per bloccare l’iniziativa.
Negli ultimi mesi sono aumentati gli appelli per sospendere Israele dal calcio internazionale, anche a causa delle operazioni militari a Gaza e delle denunce dell’ONU. La Federcalcio palestinese ha più volte invocato provvedimenti simili a quelli presi contro la Russia. Tuttavia, Israele respinge le accuse definendo i rapporti ONU “distorti e falsi” e continua a far partecipare i propri club alle coppe europee in stadi neutri. Una decisione definitiva della UEFA avrebbe inevitabili ripercussioni anche in ambito FIFA e sul futuro della nazionale israeliana.






