Jesus e gli arbitri: ecco le sue parole
Juan Jesus, difensore del Napoli,ha rilasciato alcune dichiarazioni a Mediaset in occasione di Napoli-Como.
Juan Jesus: “Ho vissuto due epoche diverse del calcio. Sono in Italia da 15 anni, ho vissuto l’era dell’arbitro dietro la linea. Se queste cose possono aiutare l’arbitro a sbagliare meno ben vengano, ma ormai si discute su tutto. L’arbitro è un essere umano, io preferivo le domeniche quando si discuteva degli errori e sulle prestazioni degli arbitri e dei guardalinee. Ad oggi non vedo miglioramenti su niente: si discute e si polemizza su tutto, vale per noi come per tutte le altre squadre. Penso che abbiamo fatto un passo indietro.
Confusione nel l’interpretazione del regolamento? Si. C’è un po’ di confusione, se c’è una linea seguiamo quella oppure lasciamo sbagliare gli arbitri. Ricordo il mio fallo di mano col Lecce: li non potevo fare niente, tocco il pallone con un dito e mi viene fischiato rigore. Nel calcio si gioca coi piedi, ci sta che uno tocca i piedi di un altro ma ogni volta che succede deve essere fallo, anche fuori area. Ho sentito quello che ha detto De Rossi, ci spiace perché non sa più nemmeno come allenarsi. Ho vissuto periodi dove ho avuto avversari Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini e il piacere di avere come compagni di squadra Walter Samuel e Cristian Chivu, tutti difensori molto fisici e di contatto. Avessero giocato oggi, avrebbero fatto una partita sì e una no.
La Coppa Italia? Vincere questo trofeo renderebbe la stagione importante. II
Napoli deve provare ad arrivare in fondo a tutte le competizioni: dalla Champions siamo usciti presto, ma servirà da esperienza. La Coppa Italia è un obiettivo del club e dello spogliatoio, a me manca e faremo di tutto per conquistarla.
Il Como? Loro arrivano più riposati, è vero, ma il calcio si gioca undici contro undici e si gioca a casa nostra. Conta vincere, in qualsiasi modo, anche ai rigori se servo.
Scudetto? La matematica dice che possiamo ancora provarci. L’Inter ha più impegni e potrebbe spendere energie, ma dipende soprattutto da noi. Dobbiamo vincere e vedere a fine marzo dove saremo. La speranza c’è: siamo campioni d’Italia e difenderemo lo scudetto finché sarà possibile”.




