Il caso
Sono emerse nuove partite, intercettazioni e ipotesi investigative nell’inchiesta che ha coinvolto il mondo arbitrale, ma lo scenario per Gianluca Rocchi potrebbe non cambiare. L’ex designatore, principale indagato della vicenda, resta al centro delle verifiche della Procura, ma la sua posizione potrebbe essere presto archiviata.
Rocchi, dopo aver scelto inizialmente di non presentarsi davanti ai pm, ha deciso di farsi interrogare in gran segreto accompagnato dagli avvocati D’Avirro e Bana. L’audizione è durata oltre quattro ore e, secondo il legale, l’ex arbitro avrebbe risposto a tutte le domande con “tranquillità e chiarezza”.
Le accuse sulle designazioni dell’Inter
L’ipotesi investigativa rimasta in piedi riguarda le designazioni arbitrali relative alle partite dell’Inter. Secondo la Procura, Rocchi avrebbe accettato interferenze per influenzare il corretto svolgimento della competizione, concordando alcune scelte arbitrali con esponenti nerazzurri.
Non risultano però indagati né dirigenti dell’Inter né il presidente della Figc Gabriele Gravina. Le contestazioni riguarderebbero quattro gare: tre in cui l’Inter avrebbe cercato di evitare determinati arbitri considerati “sgraditi” e una in cui avrebbe invece indicato un direttore di gara ritenuto “gradito”.
Le nuove partite nel fascicolo
Tra le nuove gare finite sotto attenzione ci sarebbe un Inter-Verona del 3 maggio 2025. In quell’occasione Rocchi avrebbe scelto Gianluca Manganiello evitando Simone Sozza, ritenuto poco gradito dalla società nerazzurra.
L’altra partita sarebbe Torino-Inter del 26 aprile 2026, nella quale Maurizio Mariani sarebbe stato designato dopo un confronto con un esponente del mondo arbitrale che avrebbe riportato le valutazioni negative dell’Inter sul direttore di gara.
Proprio Mariani era stato al centro delle polemiche dopo Napoli-Inter dell’ottobre 2025, match nel quale aveva assegnato agli azzurri un rigore discusso per il contatto tra Mkhitaryan e Di Lorenzo.
La difesa di Rocchi
Durante l’interrogatorio l’ex designatore avrebbe ribadito la propria estraneità a qualsiasi pressione esterna e ai rapporti diretti con la società nerazzurra. Secondo la sua linea difensiva, la designazione di Mariani sarebbe stata una scelta autonoma, arrivata peraltro quando Rocchi aveva già ricevuto l’avviso di garanzia ed era consapevole di essere intercettato.
Una circostanza che, secondo la difesa, renderebbe poco plausibile un eventuale comportamento illecito proprio in quel momento.
Fonte: Gazzetta






