Il rammarico per lo Scudetto vissuto dal Canada
Lorenzo Insigne, ospite all’evento “Viva el Tour” insieme a Lele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola, è tornato a parlare apertamente degli anni vissuti al Napoli e delle emozioni provate osservando da lontano i recenti successi della squadra.
Uno dei temi più sentiti è stato inevitabilmente lo Scudetto conquistato dagli azzurri dopo la sua partenza. L’ex capitano non ha nascosto ciò che ha provato:
“Sicuramente un po’ di rammarico c’è, ma io sono stato anche dal Canada il primo tifoso del Napoli. Con la mia famiglia abbiamo festeggiato, parecchie persone hanno pensato che potessi essere invidioso, ma io del Napoli non lo sarò mai”.
Parole che confermano il legame profondo che Insigne continua a mantenere con la città e con i colori azzurri, nonostante la distanza geografica e l’inizio della sua esperienza in MLS.
Il sogno di un bambino diventato realtà
Durante l’intervista, Insigne ha anche ricordato quanto sia stato significativo per lui giocare al Maradona con la fascia da capitano. È stato uno dei momenti più importanti della sua carriera:
“Come ho sempre detto, da napoletano giocare da capitano al Maradona è il sogno che ho sempre avuto da piccolo. Sono emozioni difficili da descrivere a parole, spero che anche altri ragazzi di Napoli possano provarle”.
Un sentimento semplice e sincero, che riassume la sua storia personale, iniziata nelle giovanili e culminata con un ruolo simbolico che pochi hanno avuto l’onore di ricoprire.
Il rapporto speciale con Maurizio Sarri
Insigne ha poi parlato del periodo trascorso con Maurizio Sarri, allenatore che ha inciso profondamente sulla sua maturazione calcistica e umana. L’ex capitano ha ricordato il lavoro meticoloso svolto dal tecnico toscano:
“Non ho nulla da togliere agli altri allenatori, ma penso che mister Sarri con me ha fatto un lavoro straordinario. Curava tutto, perfino i falli laterali provavamo in settimana. Ci stressava, però noi lo seguivamo perché ci divertivamo tanto, sia in partita che in allenamento. Penso che si vedeva allo stadio, abbiamo fatto divertire anche i nostri tifosi”.
Parole che confermano quanto quella squadra, guidata proprio da Sarri, sia rimasta nel cuore dei tifosi e dei giocatori.
La ferita della stagione 2017/18
Insigne ha ricordato un momento che ancora oggi lascia rimpianto: la mancata conquista dello Scudetto nel 2018, dopo la famosa partita tra Juventus e Inter e l’espulsione di Koulibaly contro la Fiorentina.
“Stavamo vedendo insieme la partita: il gol di Higuain, l’espulsione di Pjanic… non mi far andare oltre. Vero è che siamo professionisti, ma era una cosa molto evidente. Poi siamo andati in campo e c’è stata l’espulsione di Koulibaly, è dispiaciuto prima a noi calciatori”.
Un ricordo che racconta tutta la passione e la delusione di una squadra che aveva sfiorato il sogno.
