L’Italia e le infrastrutture: Ceferin ci va giù pesante
Alexander Ceferin, presidente della UEFA, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.
Ceferin: “Malgrado alcuni risultati non soddisfacenti per la nazionale italiana, penso che sia in crescita come movimento e che Gabriele Gravina stia facendo un gran lavoro.
Il campionato è sempre più interessante: fra le prime cinque leghe il mio torneo preferito è quello italiano.
A dire la verità però non esagero se dico che le vostre infrastrutture sono terribili, c’è qualcosa da fare anche come Governo e come Comuni.
La nostra politica è quella di portare la Supercoppa in città più piccole sono contento di averlo fatto con Udine quest’anno: è una città bellissima, ma anche vicina alla mia Slovenia”.
Ceferin: chi è il presidente della UEFA
Aleksander Čeferin è un avvocato e dirigente sportivo sloveno, nato il 13 ottobre 1967 a Ljubljana. È conosciuto principalmente per essere il presidente della UEFA, la massima organizzazione calcistica europea, carica che ricopre dal 14 settembre 2016, quando fu eletto per succedere a Michel Platini. La sua elezione fu vista inizialmente come un tentativo di rinnovamento all’interno della UEFA, dopo gli scandali che avevano colpito il mondo del calcio e alcune sue istituzioni.
Čeferin ha una formazione giuridica: ha studiato legge all’Università di Lubiana e ha lavorato come avvocato, specializzandosi in diritto sportivo e rappresentando diversi atleti e club. La sua carriera sportiva è iniziata nel mondo del calcio sloveno, dove ha ricoperto il ruolo di presidente della Federcalcio slovena (NZS) dal 2011 al 2016. In questo periodo ha guadagnato una reputazione di amministratore serio, trasparente e con un approccio pragmatico.
Come presidente UEFA, Čeferin si è distinto per il suo impegno nel difendere il modello sportivo europeo basato su merito, promozione e retrocessione. È diventato una figura centrale nella lotta contro la proposta della Superlega europea, opponendosi con forza a un progetto considerato elitario e dannoso per il calcio. Ha inoltre promosso una serie di riforme per rendere le competizioni UEFA più equilibrate e sostenibili, e si è impegnato per garantire maggiore equità nella distribuzione dei ricavi tra club grandi e piccoli.
Durante il suo mandato, ha anche affrontato sfide complesse come la gestione del calcio europeo durante la pandemia di COVID-19 e la riorganizzazione degli Europei itineranti del 2021. Sotto la sua guida, la UEFA ha cercato di mantenere l’unità tra le federazioni affiliate, pur in un contesto globale sempre più competitivo e complesso.
Aleksander Čeferin è un avvocato e dirigente sportivo sloveno, nato il 13 ottobre 1967 a Ljubljana. È conosciuto principalmente per essere il presidente della UEFA, la massima organizzazione calcistica europea, carica che ricopre dal 14 settembre 2016, quando fu eletto per succedere a Michel Platini. La sua elezione fu vista inizialmente come un tentativo di rinnovamento all’interno della UEFA, dopo gli scandali che avevano colpito il mondo del calcio e alcune sue istituzioni.
Čeferin ha una formazione giuridica: ha studiato legge all’Università di Lubiana e ha lavorato come avvocato, specializzandosi in diritto sportivo e rappresentando diversi atleti e club. La sua carriera sportiva è iniziata nel mondo del calcio sloveno, dove ha ricoperto il ruolo di presidente della Federcalcio slovena (NZS) dal 2011 al 2016. In questo periodo ha guadagnato una reputazione di amministratore serio, trasparente e con un approccio pragmatico.
Come presidente UEFA, Čeferin si è distinto per il suo impegno nel difendere il modello sportivo europeo basato su merito, promozione e retrocessione. È diventato una figura centrale nella lotta contro la proposta della Superlega europea, opponendosi con forza a un progetto considerato elitario e dannoso per il calcio. Ha inoltre promosso una serie di riforme per rendere le competizioni UEFA più equilibrate e sostenibili, e si è impegnato per garantire maggiore equità nella distribuzione dei ricavi tra club grandi e piccoli.
Durante il suo mandato, ha anche affrontato sfide complesse come la gestione del calcio europeo durante la pandemia di COVID-19 e la riorganizzazione degli Europei itineranti del 2021. Sotto la sua guida, la UEFA ha cercato di mantenere l’unità tra le federazioni affiliate, pur in un contesto globale sempre più competitivo e complesso.






