Dalla Serie D alla Serie A, con un progetto che va oltre il campo da gioco
Mirwan Suwarso, 39 anni, manager indonesiano e presidente del Como, racconta a La Stampa l’ambizione di una società che non vuole essere soltanto una squadra di calcio. Dal 2019 lavora fianco a fianco con la famiglia Hartono – la più ricca d’Indonesia – e con loro ha seguito la scalata del club dalla Serie D alla massima serie. Un progetto che intreccia calcio, turismo e brand identity, con l’obiettivo di trasformare Como in una destinazione globale.
«100 milioni? Non sono troppi se guardi al futuro»
Il Como ha speso più di ogni altra società italiana sul mercato estivo: oltre 100 milioni di euro, cifra che lo colloca al nono posto nella classifica europea degli investimenti, dietro solo ai top club come Real Madrid, Liverpool e Chelsea. Ma per Suwarso questa cifra è un investimento sul lungo termine:
«Abbiamo comprato molti giovani. L’idea è aprire un ciclo e valorizzarli. Vogliamo una squadra che cresca con calma, che sia eccitante da seguire e che un giorno si autofinanzi».
Champions? Non un’ossessione. Il modello è Atalanta
Il Como non sogna la Champions League come traguardo immediato, ma come risultato di un percorso sostenibile:
«Nessuna ossessione. Vogliamo che sia un processo naturale, come lo è stato per Atalanta e Bologna. Alla lunga ridurremo i nostri investimenti, puntando sull’autosufficienza economica».
«Il calcio italiano è nella top 3 al mondo. Ma parla solo italiano»
Perché investire in un sistema spesso definito “in crisi”? Suwarso ha una risposta chiara:
«Il calcio italiano ha grandissime potenzialità. È tra i tre migliori al mondo per qualità, ma è chiuso su se stesso. In Premier League ci sono i soldi, la Liga ha il pubblico sudamericano. In Italia, invece, tutto è in italiano: tv, articoli, community. Così è difficile attrarre tifosi internazionali. Serve aprirsi».
De Laurentiis come ispirazione: «È stato il primo a cambiare mentalità»
Secondo Suwarso, il primo vero innovatore del calcio italiano è stato Aurelio De Laurentiis:
«Ha portato una nuova visione. Noi non abbiamo una grande città come Napoli, ma abbiamo il brand del Lago di Como. Il nostro modello di riferimento è proprio quello di Napoli, ma anche Atalanta, Bologna e – ora – Cagliari stanno seguendo una strada simile».
Messi a Como? «Un sogno. Ma zero contatti»
Alla recente amichevole con il Lille era presente anche la moglie di Lionel Messi. Inevitabile la domanda su un possibile arrivo della Pulce:
«Non ne ero al corrente, era ospite della moglie di Fabregas. Sarebbe un sogno, ma perché dovrebbe lasciare una squadra dove guadagna così tanto? Non abbiamo avuto nessun contatto».






