Napoli Network
  • News
  • Editoriali
  • Focus
  • Analisi
  • Interviste
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • Comunicati Stampa
  • Staff
  • NNGPT
Napoli Network
  • News
  • Editoriali
  • Focus
  • Analisi
  • Interviste
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Napoli Network

Il Napoli che cambia: la Supercoppa come manifesto di Conte

Matteo Allocca di Matteo Allocca
23 Dicembre 2025
in News
Tempo di Lettura: 4 min
0
neres
Condividi su FacebookCondividi su X

Dal Dall’Ara a Riad: la fine che diventa inizio

A inizio novembre il Napoli sembrava arrivato al capolinea. La sconfitta per 2-0 al Dall’Ara contro il Bologna, con un solo tiro nello specchio in novanta minuti, aveva lasciato macerie tecniche e psicologiche. Le parole di Antonio Conte nel postpartita – quel riferimento a un “morto da accompagnare” – avevano dato la misura della frattura. Poi una settimana di pausa, quasi di silenzio. Sembrava davvero la fine di un ciclo appena iniziato. E invece, come spesso accade nel calcio, quella fine ha nascosto un inizio.

Conte è tornato a Napoli e ha fatto la cosa più difficile: ha cambiato davvero. Non un’aggiustatina, non un maquillage tattico, ma una revisione profonda. Via il 4-3-3, dentro il 3-4-3. Un difensore in più, un centrocampista in meno, e soprattutto la possibilità di liberare due esterni offensivi che fino a quel momento sembravano un lusso incompatibile con l’equilibrio. Per qualche partita la svolta ha funzionato, poi le sconfitte con Benfica e Udinese hanno rimesso tutto in discussione. Ma anche lì Conte non si è fermato.

La terza via tattica di Conte

Il periodo degli infortuni avrebbe potuto diventare un alibi perfetto. Rosa corta, centrocampo di emergenza, uomini contati. Invece Conte ha continuato a sperimentare, anche dentro le partite perse. Contro Benfica e Udinese, in corsa, il Napoli si è trasformato in qualcosa di diverso: un sistema fluido che, accentrando molto David Neres, assomigliava più a un 4-2-3-1 che a una difesa a tre classica.

Quella che sembrava una mossa disperata per alzare il baricentro e aggiungere un attaccante si è rivelata, nella finale di Supercoppa contro il Bologna, una soluzione strutturata. Non un piano B, ma un terzo modo di stare in campo. E forse è proprio questo ad aver sorpreso Vincenzo Italiano, che probabilmente si aspettava un Napoli più leggibile, più “canonico”.

Ti potrebbe interessare

Il successo non è oggettivo: é la narrazione che lo crea

Conte-Napoli: il terzo anno insieme è un obbligo morale

MANN: ottantotto reperti al National Museum di Pechino

America’s Cup, vertice in Prefettura sugli eventi a Bagnoli

Un Napoli cucito sul Bologna

Il piano di Conte era chiaro: sfruttare le indecisioni difensive del Bologna sulle scalate. Sul lato destro rossoblù Pobega si trovava spesso in difficoltà, costretto a scegliere se uscire su Spinazzola o stringere su McTominay, mentre Holm era impegnato da Elmas. La prima grande occasione nasce così, con Spinazzola e McTominay che portano via l’uomo e Elmas che attacca lo spazio alle spalle.

In fase difensiva, però, il Napoli non era meno sofisticato. Le scalate in avanti richiedevano coraggio e letture continue: Lobotka prendeva Odgaard, Juan Jesus usciva forte su Pobega anche a costo di salire fino alla trequarti. Quando la pressione veniva superata, la squadra si abbassava in un 5-4-1 compatto, con Politano sulla linea dei difensori e Neres largo. Un sistema elastico, pensato su misura per togliere al Bologna ciò che ama di più: l’ampiezza.

Neres e Hojlund: la differenza

La partita, però, l’hanno decisa soprattutto le prestazioni individuali. David Neres e Rasmus Hojlund hanno alzato il livello offensivo del Napoli in modo evidente. Il brasiliano è stato coinvolto come mai prima, libero di ricevere tra le linee e di puntare l’uomo. Il gol dell’1-0 nasce da una sua giocata pura, un tiro a giro da fuori con una difesa stanca e troppo passiva: mancava quella che Allegri chiamerebbe “percezione del pericolo”.

Hojlund, dal canto suo, ha fatto un lavoro enorme: duelli vinti, palla protetta, spazio creato per gli inserimenti. Non è stato sempre preciso nelle rifiniture, ed è probabilmente il suo limite attuale, ma il peso specifico della sua presenza ha cambiato la fisionomia del Napoli. Anche McTominay e Elmas hanno beneficiato di questa fluidità, inserendosi e combinando in spazi che il Bologna non riusciva più a coprire.

Varietà contro rigidità

Il confronto con la partita di campionato è impietoso. Un mese e mezzo fa il Bologna era apparso più intenso, più brillante, mentre il Napoli sembrava senza idee. In Supercoppa i ruoli si sono ribaltati: il Bologna è apparso rigido, prevedibile, legato quasi esclusivamente alle iniziative esterne di Orsolini. Funzionano, perché Orsolini è uno dei migliori esterni della Serie A, ma senza combinazioni centrali il pericolo diventa meccanico: o tiro o cross.

Il Napoli, invece, ha vinto con la varietà. Ha saputo pressare alto e difendere basso, ha saputo palleggiare e ripartire, ha saputo cambiare pelle dentro la stessa partita. È questo, forse, il messaggio più forte della finale: il calcio premia chi sa adattarsi, chi non resta prigioniero delle proprie certezze.

Il Napoli di Neres (e di Conte)

Alla fine, Conte si ritrova quasi spiazzato dalla ricchezza delle soluzioni a disposizione. L’uomo che si lamentava delle “troppe teste” ora gode della varietà tecnica del suo attacco. Lukaku è tornato, ma non è più intoccabile. Il modulo, teoricamente, tiene fuori centrocampisti che a inizio stagione sembravano indispensabili. E soprattutto, per la prima volta, il Napoli sembra davvero costruito attorno a David Neres.

Quando il brasiliano arrivò in Italia, il dubbio era chiaro: sarebbe stato ingabbiato da un campionato rigido o ci sarebbe passato sopra dribblando? Oggi la risposta sembra più netta. Dopo un anno e mezzo, quello visto contro il Bologna è il Napoli di Neres. E insieme, inevitabilmente, anche il Napoli di Antonio Conte.

Tags: bolgonaConteNapolineresSupercoppa
Matteo Allocca

Matteo Allocca

Correlati

bit milano

Campania protagonista alla BIT Milano 2026 con Spazio Campania

9 Febbraio 2026
524
stadio maradona

Euro 2032, Granata: «Maradona pronto entro il 2030»

8 Febbraio 2026
558
Domenico Criscito, ex calciatore

Criscito: “Napoli? Ebbi la possibilità, ma non fu trovato l’accordo”

7 Febbraio 2026
515
conte

Ferraris, tappa simbolica: Conte a un passo dalle 400 vittorie

7 Febbraio 2026
510
Fabrizio Romano, giornalista di calciomercato internazionale

Calciomercato Napoli, tutti i retroscena del mercato invernale

6 Febbraio 2026
653
Mctominay

McTominay instancabile: il centrocampo del Napoli ha un padrone

6 Febbraio 2026
515

Guarda Radio CRC

Facebook X Instagram Youtube Youtube

About

napolinetwork.com | Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli Nord. Aut. n° 1808/2023 del 12/02/2023. | Direttore responsabile: Diego De Luca.

Categorie

  • Altro
  • Analisi
  • Comunicati Stampa
  • Cronaca
  • Editoriali
  • Focus
  • Interviste
  • News
  • Rubriche

Navigazione

  • Chi Siamo
  • NNGPT – Assistente AI Napoli Network
  • nngpt widget
  • Privacy e Cookie Policy
  • Staff

Tags

Antonio Conte Benfica-Napoli Bologna-Napoli calciomercato Champions League Conte Copenaghen-Napoli Cremonese-Napoli De Bruyne De Laurentiis Hojlund inter Inter-Napoli Juventus-Napoli Lang Lazio-Napoli Lucca lukaku Mainoo Manna Maradona McTominay Milan-Napoli Movie Napoli Napoli-Atalanta Napoli-Bologna Napoli-Cagliari Napoli-Chelsea Napoli-Como Napoli-Eintracht Napoli-Juventus Napoli-Milan Napoli-Parma Napoli-Qarabag Napoli-Sporting Napoli-Verona neres News Roma-Napoli Serie A Spalletti SSC Napoli Supercoppa Udinese-Napoli

© 2025 Napoli Network APS - CF: 95353270630 - Via Santa Lucia, 20 - 80132 Napoli. Tutti i diritti riservati.

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • News
  • Editoriali
  • Focus
  • Analisi
  • Interviste
  • NNGPT

© 2025 Napoli Network APS - CF: 95353270630 - Via Santa Lucia, 20 - 80132 Napoli. Tutti i diritti riservati.