Il Napoli in Piazza a Castel di Sangro: i dettagli
Quattro calciatori del Napoli (Sam Beukema, Lorenzo Lucca, Luca Marianucci ed Amir Rrahmani) hanno rilasciato alcune dichiarazioni dalla piazza di Castel di Sangro.
Il Napoli in ritiro: le novità dai calciatori
Beukema: “Nel tempo libero gioco alla Playstation, mi piace Fifa. In Olanda giochiamo sempre con la palla in tutti gli allenamenti. In Italia c’e’ più tattica. Con il primo stipendio comprai un gioco della Playstation. Ringrazio famiglia e allenatori. Penso ai complimenti degli amici. Ora che sono del Napoli non e’ cambiato il mio atteggiamento, sono umile. Sognavo di vincere il Mondiale da bambino, ma ora sogno lo scudetto. A chi vorrei fare gol? Spero sia un gol importantissimo. Quando ero in vacanza a Ibiza mi ha chiamato il mister. Quando il Napoli ha chiamato ho sentito forte emozioni. Marianucci? Ottimo compagno di camera. Deve esserci sempre la voglia di migliorarsi. Giocare con tanti giocatori forti e’ bellissimo. Penso al mio esordio in Olanda. Abbiamo un bel gruppo. Uso i social, ho ricevuto bei messaggi all’annuncio del mio acquisto. Non e’ facile addormentarsi dopo le partite. Momento piu’ bello? La vittoria della Coppa Italia col Bologna. Da piccolo il mio idolo era Ronaldinho. Fantacalcio? Da quest’anno esiste anche in Olanda. Rito? Ascolto la mia musica e il mio ordine di stretching”.
Lucca: “Nel tempo libero mi riposo. Primo stipendio? Dopo una settimana finì. Devo tutto ai miei genitori e a mio fratello, mi hanno sempre sostenuto dal primo momento. Devo ringraziare loro, mi hanno fatto arrivare fin qua. Il gol piu’ bello della carriera? Mi ricordo un gol contro il Bari, Palermo-Bari di punizione in Serie C. L’anno scorso ho fatto un bel gol sia contro l’Inter, ma anche contro il Monza. Guardo sempre i miei video per correggere gli errori. Complimento? Mai cambiato atteggiamento. Le persone che mi sono state accanto mi hanno chiesto di restare uguale. Vorrei vincere uno scudetto e vincere con l’Italia un Mondiale. Manna mi ha voluto a Napoli, anche il mister che ha chiamato il mio procuratore. Sono contento di essere qui, e’ stata un’emozione forte. Sin da bambino devi credere in te stesso. Quando non hai voglia di allenarti devi essere forte. Il 27 come Quagliarella? Non ci avevo pensato, 7+2 fa 9, il 9 ce l’aveva gia’ Lukaku. Napoli città? Ho visto subito Dimaro. Due, tre anni fa sono stato ai Quartieri Spagnoli. Ho stretto con Buongiorno, Meret e i ragazzi della Nazionale. I social? Rapporto normale. Dopo le partite, mi rilassa stare con la mia ragazza e dormire presto. Questo e’ il momento piu’ bello della mia carriera. L’idolo da piccolo? Ibrahimovic. Fantacalcio? Mi chiedono bonus a cena. Rito? Tocco l’erba e bacio il polso”.
Marianucci: “Guardo Netflix, mi alleno alla Play a Fifa e giochi di guerra. E mi alleno.
Il complimento più bello? Quando un compagno della tua età viene e ti dice di stimarti come persona, è una delle cose più belle da ricevere.
Sogno il primo gol in Serie A, poi gioire insieme a voi tifosi con scudetto ed altre cose.
Il direttore Manna chiamò il mio agente, lo guardai incredulo e gli dissi ‘ok’. Non potevo gioire troppo, ma la gioia dentro di me era immensa.
L’ha detto Beukema che siamo compagni di stanza! A Dimaro ero da solo in camera, da solo è peggio perchè non puoi parlare: con Sam mi trovo benissimo.
Serve avere autostima in se stessi, dire di voler arrivare dove vuoi. Altrimenti non lo farà nessuno.
Arrivare in campo e passare la palla con i nuovi compagni è stata una emozione pazzesca, tutti tranne Lucca (ride).
Ho capito di diventare calciatore quando ho giocato in Serie A, li forse ho capito di avercela fatta.
Il compagno con cui ho legato di più? Di Lorenzo è stato quello più vicino nei primi giorni, mi rivedo in lui vista la trafila che ho fatto.
Il rapporto con i social network? Li uso nella norma, soprattutto nei momenti più morti.
Cosa mi rilassa dopo una partita? Se la partita va bene provo a dormire, ma non ci riesco.
Momento più bello della carriera? In Coppa Italia mi ha buttato fuori Sam…quindi dico l’essere qui con voi”.
Il calciatore che seguivo da piccolo? Forse Sergio Ramos.Il rapporto con il fantacalcio? I miei amici fanno l’asta ogni anno, l’altro anno c’ero anche io ma sono arrivati in due alla fine.Non sono molto scaramantico, vivo il pre-partita molto serenamente”.
Rrahmani: “Sfrutto il tempo per riposare nel tempo libero. Primo stipendio? Dopo un paio comprai una auto. Ringrazio papa’, la famiglia e tutti i miei allenatori. Ricordo il primo scudetto con tanti punti di vantaggio, più di 15 davanti e paura di perdere. Il secondo scudetto? La partita a Parma, e l’ultima della vittoria, i momenti salienti. Due scudetti come Maradona? E’ stato un bel complimento. Da bambino sognavo la Premier, ma sono contento qui. Dopo 2-3 partite a Verona, Giuntoli chiamo’ il mio procuratore e gli disse che mi voleva al Napoli. Era a settembre, poi a gennaio fu tutto confermato. Per diventare calciatore bisogna dare il massimo tutti i giorni, anche quando non hai voglia di allenarti. Spinazzola sceglie la musica nello spogliatoio, prima di lui Di Lorenzo. Spinazzola scegli hit vecchie, old but gold. Arrivai a Napoli nel periodo del covid. La città è molto bella. A 17 anni ho capito in Albania che sarei diventato un calciatore. Con Elmas ho trascorso tanto tempo. I social mi piacciono, molti commentano senza controllarsi, non si possono usare tanto i social ormai. Quando giochiamo la sera e’ impossibile dormire fino alle 5 del mattino. Momento piu’ bello? Secondo scudetto. Da piccolo il mio idolo era Thomas Vermaelen, ma anche Thierry Henry. Fantacalcio? Non mi piace. Rito? Stretching da solo”.






