L’immagine che resta impressa è quella sbagliata: il rigore fallito contro il Cagliari, quello che avrebbe potuto chiudere in anticipo la qualificazione e risparmiare al Maradona un finale al cardiopalma. Ma, paradossalmente, è anche l’unica istantanea che non racconta davvero il momento di David Neres. Perché il brasiliano, negli ultimi trenta giorni, non è stato un problema: è stato la soluzione. E non una qualunque, ma quella che ha permesso al Napoli di risalire la classifica, ritrovare continuità e rimettersi in marcia anche in Champions League. Una rinascita che la Gazzetta ha descritto con chiarezza: dicembre è di nuovo il suo mese.
Il ritorno ai livelli di un anno fa
Per comprendere la portata del suo impatto, basta fare un salto indietro. Nella scorsa stagione, proprio tra dicembre e gennaio, il brasiliano prese per mano un Napoli ferito dall’infortunio di Kvaratskhelia e dalle difficoltà del periodo. Strappi, dribbling, gol e assist: Neres diventò l’uomo in più di Conte, quello capace di spaccare le partite e portare punti pesanti contro Udinese, Genoa, Fiorentina e Atalanta. Poi l’infortunio muscolare lo frenò sul più bello. Da lì, una stagione sulle montagne russe.
Quest’anno sembrava ripetersi lo stesso copione: qualche lampo, poi panchina, poi di nuovo anonimia. Ma Conte, nel momento più difficile della sua gestione, ha rimesso Neres al centro del progetto, costruendogli intorno un ruolo che lo esalta: trequartista libero, accanto a Lang nel 3-4-2-1. Meno sacrificio, più campo, più pallone ai piedi. Il risultato? Devastante.
I big match parlano la sua lingua
La rinascita è passata da una partita chiave: quella contro l’Inter. Conte lo ha schierato da centravanti tattico, un’idea rischiosa ma geniale. Neres ha mandato fuori giri la retroguardia nerazzurra e ha aperto spazi fondamentali per gli inserimenti dei compagni. Una prova da “uomo copertina”, seguita dalla doppietta all’Atalanta, dalla gara da funambolo contro il Qarabag e dalla perla che ha deciso la sfida contro la Roma, riportando il Napoli in vetta alla classifica.
L’azione del gol all’Olimpico è stata un manifesto del suo talento: visione di gioco per servire Hojlund, scatto bruciante in profondità, tocco morbido a superare Svilar. Un gesto da attaccante vero, completato dall’esultanza iconica “con le ali aperte”, come a dire: sono tornato, seguiamoci.
Leader ritrovato, ora la Juve
Domani c’è Juventus-Napoli, la partita che per i tifosi vale più di qualsiasi altra. E Neres, che alla Juve fece malissimo ai tempi dell’Ajax, vuole prendersi la scena ancora una volta. Vuole cancellare l’errore dal dischetto, vuole affermarsi come nuovo leader tecnico del gruppo, vuole far rimpiangere il Benfica che lo ha lasciato andare.
Dicembre è di nuovo il suo mese. E stavolta, per Conte e per il Napoli, potrebbe essere soltanto l’inizio.
Fonte: Gazzetta






