Rasmus Hojlund si racconta a tutto campo alla Gazzetta dello Sport, tra il passato al Manchester United, il presente al Napoli e la sfida scudetto contro l’Inter.
“Il Napoli è arrivato al momento giusto”
L’attaccante danese ha ripercorso i motivi della scelta azzurra, spiegando di aver vissuto una situazione difficile allo United prima di trovare in Napoli l’opportunità giusta, grazie anche ai colloqui avuti con Conte e Manna.
“Napoli è arrivata al momento giusto? Penso di sì. Credo sia stato un passo positivo”, ha dichiarato Hojlund alla Gazzetta.
Rasmus #Hojlund alla @Gazzetta_it: “Cosa non ha funzionato al Manchester United? Non penso che qualcosa di specifico sia andato male. Sono arrivato in un club con un allenatore: annata difficile, con tanti infortuni, ma abbiamo vinto l’FA Cup e sono stato il miglior realizzatore.… pic.twitter.com/R3toRepYxq
— Guido Olivares🇮🇹 (@Guidolino8) September 2, 2026
De Bruyne, Lukaku e la sfida con l’Inter
Hojlund ha speso parole di stima per Kevin De Bruyne, definendolo il miglior playmaker nella storia della Premier League, e ha ringraziato Romelu Lukaku per l’aiuto ricevuto nel primo anno napoletano, nonostante la concorrenza in attacco. Sul big match di sabato, l’attaccante ha parlato apertamente di una sfida scudetto: pur riconoscendo il valore di Lautaro Martinez e Marcus Thuram, ha promesso che il Napoli si presenterà a San Siro con coraggio. Come raccontato da Napoli Network, l’investimento fatto dal club sul danese porta con sé l’obiettivo dichiarato di arrivare a quota 20 gol in stagione: un traguardo che lo stesso Hojlund ha confermato di avere ben presente per questa annata.
Ecco le parole del danese.
Hojlund: “Siamo da scudetto? Non lo so, non lo so. Penso che quest’anno sia importante migliorare ogni giorno. Vediamo.
Napoli è arrivata al momento giusto? Penso di sì. Credo sia stato un passo positivo. Ricordo l’anno scorso, ero in una situazione difficile allo United. Ho anche detto che pensavo che loro non mi volessero più lì. Ho dovuto valutare le mie opportunità e il Napoli era di sicuro la scelta giusta. Ho avuto conversazioni positive con Conte e Manna: finora è stata una grande storia.
Cosa provo ad indossare la maglia azzurra? Una bella sensazione. Sono molto orgoglioso e felice di giocare per questa squadra. Ha un posto speciale nel mio cuore, per ora è stata una grande storia e spero di poter continuare a scriverla.
C’è sempre pressione per un attaccante. Se non fai gol, se non rendi, la squadra trova qualcun altro che lo fa. Il calcio è così, è un business. Che io giochi a Napoli o a Manchester quello che devo fare rimane lo stesso: devo fare gol e devo rendere al massimo.
Cosa provo a segnare al Maradona? È bellissimo. Lo stadio è speciale, i tifosi sono fantastici e si fanno sentire. Mi piacerebbe che le tribune fossero più vicine, ma la passione si sente comunque forte dal campo ed è fantastico.
Gasperini? È bravissimo, fa un calcio offensivo e veloce. È un allenatore che pretende tanto, dal pressing al movimento senza palla. Da lui ho imparato tanto, sono stato fortunato ad averlo all’inizio della mia carriera: grazie a lui sono il giocatore che sono oggi.
Malen? È un giocatore con tante qualità: veloce, cinico davanti alla porta, fa movimenti fantastici. Gasperini ha una storia positiva nel rendere gli attaccanti dei bomber: spero però che non segni troppo perché noi vogliamo competere per lo scudetto.
Con Conte ho passato un bel periodo, mi ha aiutato tanto nel mio gioco, nel migliorare spalle alla porta, nel crescere ulteriormente. Spero di poter continuare a crescere. Non mi concentro troppo sull’essere un crack: certo, voglio diventare un top player, ma cerco di migliorare ogni giorno. Poi a fine carriera vedremo dove sarò arrivato.
Sono stato vicino al Milan? In realtà no. Ho parlato col club e stavo cercando un’opportunità: il Milan ha una grande storia, ma quando ho sentito che mi voleva il Napoli e Conte mi ha chiamato, non ho avuto dubbi.
Ho detto che con Allegri sono più libero? Penso sia stato interpretato male e preso fuori contesto ciò che ho detto. L’anno scorso ha funzionato molto bene con me spalle alla porta, e la squadra ha avuto successo. Sono felice del lavoro fatto con Conte, ma come ho detto per il mio stile di gioco penso di poter dare di più alla squadra. Sono un giocatore veloce, posso attaccare lo spazio, una cosa che penso di aver fatto un po’ la scorsa stagione ma di avere quest’anno più libertà di fare.
Lukaku mi ha aiutato a Napoli? Molto. Per lui è stato un anno difficile, per via dell’infortunio. Abbiamo un grande rapporto, anche se eravamo in concorrenza.
L’Inter è ancora la favorita? Penso di sì. Ma ci sono tante squadre che sembrano molto forti quest’anno, come la Roma di Gasp. Noi dobbiamo migliorare e non metterci troppa pressione addosso. Per il Napoli è una stagione nuova, con un nuovo allenatore: vogliamo lottare in ogni competizione e vedere dove possiamo arrivare. A febbraio-marzo vogliamo essere ancora in corsa in Champions e Coppa Italia e tra le posizioni di testa in Serie A.
Inter-Napoli è una gara scudetto? Vedendo le ultime stagioni, direi di sì. L’Inter è la grande rivale degli ultimi anni, è una partita importante per i tifosi. E una sfida a distanza tra noi. L’Inter è molto forte, ha giocato due finali di Champions negli ultimi 5 anni. Ma andremo lì con coraggio, per cercare di vincere.
Lautaro? È un giocatore speciale. È in Serie A da tanti anni ed è ancora nei suoi anni migliori. È stato costante nel tempo, continua a far gol senza accusare il minimo calo. È un giocatore molto intelligente, un leader per l’Inter di cui è il capitano. Posso parlarne solo bene. È un grande giocatore, come Malen.
Thuram? Altro ottimo giocatore. Ha caratteristiche diverse: è bravo a tenere palla e aiutare i compagni, qualità che alcuni si dimenticano. E sa rendere migliori i suoi compagni. Lui e Lautaro si migliorano a vicenda, hanno un grande feeling.
De Bruyne? Kevin è il miglior playmaker nella storia della Premier. Col City ha vinto tutto, lo scorso anno avevamo un’ottima intesa. Ama fare questi passaggi killer nello spazio: ci capiamo bene, mi è mancato tanto.
Il mio obiettivo stagionale? Segnare tanti gol e vincere un trofeo col Napoli.
La Champions? Dobbiamo fare meglio, vogliamo la fase a eliminazione. Poi lì si vede: un conto incontrare il Psg, ma se trovi avversari più facili, puoi andare lontano. Negli scontri diretti, può succedere di tutto.
L’Arsenal? Ha vinto la Premier, ha giocato la finale di Champions dopo aver vinto il girone. Ha una rosa forte e molto profonda, con tante qualità, ma la prima in Champions al Maradona è sempre speciale. Ricordo lo scorso anno (ride, ndr ), siamo partiti bene con la mia prima doppietta a Napoli. Dobbiamo giocare davvero bene, essere pronti.
Ho mai portato la mia cagnolina allo stadio? No, se vedesse il campo si metterebbe a correre, ama l’erba. Lei è la mia gioia, quando non vinco e torno a casa triste, vedo lei e torna il sorriso”





