Hojlund si racconta: nervosismo, panchina e rabbia in campo
Rasmus Hojlund si è raccontato ai canali della Federazione danese, toccando diversi aspetti della propria vita da calciatore. Sul nervosismo pre partita, l’attaccante del Napoli ha ammesso di provarlo spesso, considerandolo però una sensazione normale e persino utile per affrontare al meglio la gara davanti a tanti tifosi.
Il rapporto con la panchina e con l’allenatore
Hojlund ha parlato anche della frustrazione di stare in panchina, sottolineando come nessun calciatore desideri restare fuori, ma che la decisione spetti sempre al tecnico. Per il danese, tra allenatore e giocatori deve esserci un rapporto di rispetto reciproco, e chi si sente trattato ingiustamente ha comunque il diritto di chiedere spiegazioni direttamente al proprio allenatore.
Il temperamento in campo e i cartellini mai ricevuti
Sul proprio carattere in campo, l’attaccante ha raccontato di avere un forte temperamento, che gestisce provando a calmarsi con un respiro profondo, pur ammettendo che a volte questa carica possa anche trasformarsi in un vantaggio dal punto di vista fisico. Hojlund ha inoltre svelato di non aver mai ricevuto un cartellino rosso in carriera, immaginando che si tratterebbe di una sensazione dolorosa e di forte responsabilità.
Napoli il club preferito, tra Maradona e Old Trafford
Tra gli stadi più belli in cui ha giocato, Hojlund ha citato Old Trafford e il Maradona, oltre a San Siro e allo stadio del Bayern Monaco, ma ha indicato senza esitazioni il Napoli come il club in cui preferisce giocare. Il danese ha anche parlato delle differenze tra gli allenamenti in Nazionale e quelli a Napoli, citando la barriera linguistica dell’italiano e il caldo come aspetti più evidenti. Chiusura curiosa sul possibile lavoro alternativo alla carriera da calciatore: secondo Hojlund, probabilmente sarebbe diventato un muratore.






