Subito protagonista. Pronti, via: il Napoli di Antonio Conte scopre il suo nuovo leader offensivo. Rasmus Hojlund, schierato dal primo minuto al Franchi contro la Fiorentina, ripaga la fiducia del tecnico con un gol che non è solo un raddoppio, ma un vero manifesto dell’attaccante moderno.
Movimento a mezzaluna per eludere la difesa viola, finta di corpo per anticipare Pongracic e destro chirurgico per battere De Gea: ecco l’impatto devastante del centravanti danese, arrivato sul filo di lana del mercato dopo l’addio forzato a Lukaku. Bastano venti minuti per chiarire gerarchie e prospettive: Lucca osserva dalla panchina, consapevole che il posto da titolare sarà dura strapparlo.
Perché Hojlund non è solo il bomber del gol del 2-0. È un attaccante che fa reparto da solo, che si batte con i difensori avversari e che diventa riferimento fisico e tecnico nei momenti di difficoltà. Eppure non ha nemmeno avuto tempo di conoscere a fondo la preparazione contiana: atterrato a Napoli, è subito volato in nazionale, senza passare dai carichi di lavoro di Castel Volturno. Nonostante questo, nessuna sindrome da adattamento: alla sua prima in maglia azzurra ci mette appena 14 minuti per firmare il tabellino. Un biglietto da visita che vale tanto in campionato quanto in chiave Champions, la competizione che Conte e la società hanno nel mirino.
«Sono molto felice quando segno. Era importante vincere questa partita per preparare al meglio la trasferta di Champions e mi fa piacere far parte di questa squadra», ha detto il danese con il sorriso.
Poi ha aggiunto: «Dobbiamo restare concentrati. Il torneo è lungo e abbiamo tante partite. Per me è importante tornare in Champions, stiamo lavorando per fare qualcosa di speciale».
Ma il Napoli non vive solo di Hojlund. Insieme a lui, infatti, brilla un altro faro: Kevin De Bruyne. Il belga, glaciale dal dischetto per lo 0-1, ha illuminato il Franchi con verticalizzazioni che solo i fuoriclasse sanno immaginare e realizzare. Il suo piede ha tagliato la difesa viola come un bisturi, costringendo McTominay a limitare il proprio raggio d’azione, ma rendendo inevitabile l’impressione di un giocatore che alza il livello di tutta la squadra.
Emblematica l’azione del raddoppio: passaggio illuminante per Spinazzola, autostrada aperta e palla perfetta per l’inserimento di Hojlund. Tutto sotto lo sguardo attento di Rino Gattuso, presente sugli spalti del Franchi.
Conte chiede intensità e pressing feroce, soprattutto nei primi minuti. Ma poi, quando la squadra si distende, bastano loro due: Hojlund e De Bruyne. Si cercano, si trovano, dialogano con un’intesa che pare naturale nonostante appena un paio di allenamenti insieme. Nessuno schema preparato, nessun automatismo ancora rodato: solo talento e predisposizione.
Con Kevin e Rasmus, il nuovo Napoli è verticale, potente e spettacolare. E il debutto di Firenze sembra già il trailer di una stagione in cui gli azzurri vogliono recitare da protagonisti in Italia e in Europa.
Fonte: Mattino






