Vergara: pronto l’esordio in Champions da titolare
Il quotidiano Il Mattino si sofferma su Antonio Vergara, pronto all’esordio da titolare anche in Champions League.
Il Mattino: “Una ventina di chilometri separano i campi di allenamento di Cercola e Sant’Antimo dal centro tecnico di Castel Volturno. Per un ragazzino come Vergara, imboccare quel vialone che porta agli spogliatoi della prima squadra significa capire che i sogni stanno diventando realtà. Se poi scendi in campo da titolare, a 23 anni, nella notte più importante della Champions League, vuol dire aver reso felice il bambino che eri.
A Copenaghen, per quella che si annuncia come la sua prima volta dal primo minuto in Europa, Vergara si guarderà intorno senza trovare volti familiari sugli spalti: la famiglia è rimasta a Frattaminore, la Danimarca è troppo lontana per poterlo accompagnare ancora per mano.
«È un momento magico e anche sorprendente, perché a un certo punto eravamo tutti convinti di dover trovare un’altra strada per lui. E invece è diventato un pezzo importante di questo Napoli», racconta Mario Giuffredi, il suo manager.
La gavetta
Chi cresce nel settore giovanile del Napoli ha il colore azzurro impresso sulla pelle: è un’officina, ma anche una scuola. Un terreno di lotte, illusioni, delusioni e sconfitte. Tra Allievi e Primavera si vince e si perde, si cade e ci si rialza, e così si cresce. Non esiste ancora un centro sportivo vero e proprio — De Laurentiis da tempo cerca terreni per realizzare un progetto con convitto e una decina di campi — eppure Vergara, come Ambrosino, dimostra che non servono strutture faraoniche se ci sono talento, voglia e determinazione.
Titolare in Champions, al posto di Lang, a cui ha strappato la maglia: una piccola impresa, considerando i quasi 25 milioni investiti dal Napoli in estate. Contro il Sassuolo ha dimostrato di meritare la fiducia che il destino gli ha concesso: gioca perché in otto sono assenti, dopo aver atteso a lungo ai margini della prima squadra.
Anche Antonio è stato un ragazzino prodigio, con la fortuna di avere genitori mai invadenti e di tenere a distanza procuratori troppo insistenti. Non vuole sentire il peso del ruolo: un napoletano nel Napoli fa sempre effetto. Non è uno scugnizzo, ma un ragazzo che ha faticato tanto per arrivare fin qui. E non è nemmeno un giovanissimo: ha la stessa età di Højlund, anche se l’etichetta continua ad accompagnarlo.
Non si sente sotto esame, anche di questo si è stancato. «È tranquillo — confida Giuffredi — ha aspettato a lungo questo momento ed è stato bravo a farsi trovare pronto». Due presenze in Champions con Qarabag e Benfica, per un totale di dieci minuti europei. Ora, dall’inizio, nel gelo della Danimarca. Giocherà in coppia con Elmas e alle spalle di Højlund, proprio come sabato pomeriggio.
Conte lo ha testato in più ruoli durante l’estate, nei ritiri in Trentino e in Abruzzo. Poi l’esordio in Serie A il 23 agosto 2025 a Sassuolo, il rinnovo fino al 30 giugno 2030 firmato il 19 ottobre, il debutto in Champions League il 25 novembre contro il Qarabag, la prima da titolare in Coppa Italia con assist al Cagliari e ora l’esordio dall’inizio in Champions. Tutto d’un fiato.
Il suo idolo è Piotr Zieliński, il suo punto di riferimento Giovanni Di Lorenzo.
«Non si aspettava più che questo momento arrivasse nel Napoli — conclude Giuffredi — ma oggi, in Champions, dimostrerà tutto il suo valore”.




