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Giuffredi: “Conte è il miglior allenatore nel migliorare i calciatori”

Guido Olivares di Guido Olivares
17 Marzo 2026
in News
Tempo di Lettura: 5 min
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L’agente calcistico Mario Giuffredi, noto procuratore sportivo
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Il Napoli e non solo: parola a Giuffredi

MARIO GIUFFREDI A RADIO CRC: «Arsenal su Pio Esposito? È innamorato dell’Inter, sarà a Milano per i prossimi 10 anni. Di Lorenzo e Vergara possibile rientro dopo il Milan. Politano uno dei migliori in campo anche con il Torino: prende le critiche con sarcasmo. Bravo Conte a credere sempre in Matteo. Vergara al 90% sarebbe andato in Nazionale: al rientro troverà il suo spazio nel Napoli. Conte? Un grande allenatore: quello che incide di più nel migliorare i calciatori. Sul campo è il migliore a migliorare i giovani. Marianucci? Dirò a D’Aversa in faccia cosa penso»

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’agente Mario Giuffredi.

Di seguito le sue parole:

«Quando scegliamo i calciatori, cerchiamo sempre di non sbagliare gli uomini e questo è l’aspetto del nostro lavoro di cui vado più orgoglioso. Credo che non sia un caso che Di Lorenzo e Politano siano la spina dorsale di questa squadra già da molti anni, dove uno ricopre il ruolo di capitano e l’altro di vice, e che forse lo saranno ancora per un paio di anni.

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Non è un caso che Zaccagni sia capitano alla Lazio e che nella Fiorentina, che sta vivendo un’annata difficile, i suoi due migliori giocatori come Parisi e Raneri siano quelli che non hanno mollato mai anche nelle difficoltà più assolute. Noi cerchiamo sempre di prendere quei giocatori che caratterialmente assomigliano al mio pensiero. I giocatori rispecchiano il procuratore sotto molti punti di vista.

Parisi come esterno alto è stata una bella intuizione di Vanoli. Lui nasce come terzino, poi è passato al ruolo di esterno destro e ieri è arrivato persino a giocare come centrocampista in Como-Fiorentina. Io credo che Parisi sia uno dei calciatori più forti e in forma della Serie A. Se un allenatore come Fabregas spende belle parole per lui in Como-Fiorentina, vuol dire che è davvero un calciatore di livello.

Rientro Di Lorenzo? Credo che vedremo Giovanni dopo Napoli-Milan a metà del mese d’aprile. Gli infortuni vanno curati,seguiti, monitorati e aggiornati di settimana in settimana. Se così fosse, sarebbe davvero un miracolo poiché noi pensavamo che i tempi di recupero fossero molto più lunghi. Nonostante Di Lorenzo abbia 33 anni, lui non è una persona normale. Dal punto di vista professionale riesce con la sua forza di volontà ad anticipare i tempi di recupero. Giovanni non si sposta di un millimetro, lui rimane sempre uguale. Andate a vedere tutte le rose della Serie A e ditemi quanti Di Lorenzo ci sono, non so se ne troverete altri due. Di Lorenzo è un caso da studiare.

Politano è rientrato da un infortunio. Purtroppo quando rientri da un infortunio hai bisogno di tempo e di partite da recuperare. Magari non è stato il miglior Politano e quello di sempre in 5 o 6 partite, ma è stato il migliore in campo sia in Napoli-Lecce che in Napoli-Torino. Tutto rientra nella normalità del recupero post-infortunio. Era tutto comprensibile e scontabile quello che ha trascorso.

Conte è stato bravo a dargli continuità e farlo giocare. È una persona che è sempre sorridente e si fa scivolare le critiche addosso prendendole sempre con molto sarcasmo. Io non so come fa, quando qualcuno ti critica fa sempre un po’ male poiché quando fai 99 cose fatte bene e una male, rischi di sentire tutta la pressione. Politano ha talmente di quell’esperienza e intelligenza che vive con serenità tutte le critiche che gli vengono rivolte.

Vergara è un giocatore caparbio e mentalmente forte. Per lui e anche per noi è stato spiacevole vedere che si è infortunato in un momento della stagione del Napoli in cui poteva continuare a essere protagonista e molto probabilmente all’90% Gattuso lo avrebbe chiamato in nazionale.

Adesso Vergara sta vivendo un momento di favola e farsi vedere dalla propria squadra e dalla nazionale fuori per infortunio non è piacevole, ma come dico sempre ai miei giocatori: “Guardate che c’è l’altra faccia della medaglia che è stupenda”. Fino a gennaio vivevamo calcisticamente nell’anonimato e si è imposto da Napoli come calciatore e ha fatto parlare di sé tutta Italia tanto da far pensare ad una convocazione in nazionale. È un incidente di percorso che capita a tutti i giocatori e chi ha la testa bella diritta ed è forte mentalmente, quando riprende, si è più forti di prima.

Io sono convinto che Vergara potrà trovare lo stesso spazio nel Napoli al suo rientro poiché è un giocatore forte che ha ancora un grandissimo margine di miglioramento rispetto a quello che ha fatto vedere. Bisogna capire che non esistono più i giocatori che devono giocare 50 partite, ma ci sono quelli che devono giocare 30 partite. Chi gioca nel Napoli vuole avere una gestione di sé stesso e della rosa di un certo tipo. Un giocatore per ottimizzare al massimo le prestazioni e limitare gli infortuni per essere sempre brillante deve fare almeno 30-35 presenze. Se il Napoli con le coppe fa 60 partite, Vergara è un giocatore che deve pensare che è uno dei titolari che deve giocare 30-35 partite. Vergara in questo è uno che ci arriva con grande serenità perché è forte, ha grandi margini di miglioramento e può fare molti ruoli. Il problema lo hanno più altri giocatori.

Gattuso è padrone della situazione in nazionale, lui ha fatto un grandissimo lavoro. Gattuso ha fatto un cenno individuale con tutti i calciatori, si è recato personalmente in tutti i club per vedere gli allenamenti e ha fatto un lavoro con Buffon e i suoi vice di grandissima intensità e aggregazione nel quale ha fatto sentire il valore della nazionale. Dopo di che, se andiamo al Mondiale, posso dire che ci sono due partite secche e in questo modo tutto può succedere. L’Italia va a giocare con l’ossessione del risultato con un peso psicologicamente diverso rispetto ad altre squadre che se vanno fuori è anche una cosa normale. L’Italia deve vincere a tutti i costi, il compito di Gattuso non è facile e scontato. La speranza è che andiamo al Mondiale.

Vergara al Mondiale? Ho un ottimo rapporto con Gattuso e non mi sono mai permesso di chiedergli niente. So che l’avrebbe chiamato per queste due partite, vedendo l’attenzione che la nazionale gli ha dato, ma onestamente non lo so. Mi sento di dire che dopo il Mondiale, quando ci sarà un nuovo ciclo, Vergara potrà essere parte del gruppo nazionale.

Marianucci? È troppo facile parlare dopo. Fino a gennaio nessuno parlava di Vergara che era uno dei tanti ragazzi anonimi e poi è successo quello che è successo. Marianucci sarà il difensore della nazionale italiana, nonostante molti non ne parlano bene. Dopo il Mondiale farà parte del gruppo della nazionale poiché è uno dei difensori che ha delle qualità importanti. Non dico il motivo per cui non gioca nelle ultime partite, quello che penso di D’Aversa glielo dirò faccia a faccia quando avrò l’occasione e non pubblicamente.

Baldini? Non so cosa sia successo e non ci voglio entrare. Secondo me è successo qualcosa che non so.

Arsenal su Esposito? Pio Esposito sta bene all’Inter e sarà il futuro dei nerazzurri per i prossimi 10 anni. Il ragazzo ora è innamorato dell’Inter. Lui come Vieri? A me non piacciono gli accostamenti, soprattutto quando i giocatori sono giovani. Pio Esposito deve se stesso e sviluppare un suo modo di giocare personale. Quando si fanno degli accostamenti, si creano delle aspettative che non servono a niente.

Non ho fatto pace con Antonio Conte, ma ciò non vuol dire che io non stimi l’allenatore. Antonio Conte è un grande allenatore e per me è l’allenatore italiano che incide di più nel migliorare i calciatori. Conte sul campo è il più forte di tutti, è un allenatore molto forte. Secondo me non sa neanche lui quanto sia forte nel migliorare i giocatori e quanto lo sia nel migliorare i giovani. Forse, nella sua mentalità è più per i giocatori esperti, ma per me sbaglia perché è il più forte ad allenare e migliorare i calciatori. Lui è uno dei pochi che se gli dai un calciatore lo porta a livelli altissimi. Se fossi un Presidente a Conte gli darei quindici giocatori giovani, dopo un anno ho quindici giocatori di grandissimo livello e un patrimonio enorme per la società. I giocatori come li migliora Conte non li migliora nessuno. Tatticamente è un allenatore bravissimo a trasferire i concetti dal punto di vista della mentalità ai suoi giocatori. È un allenatore bravo che ha anche i suoi difetti.»

Tags: Giuffredi
Guido Olivares

Guido Olivares

Dottore in Giurisprudenza, nato a Napoli il 19 marzo 2001.

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