Una scelta tattica ma anche un segnale forte d’identità italiana accompagna la vigilia della Fiorentina in vista della sfida contro il Napoli. Stefano Pioli sta valutando un centrocampo a tre tutto italiano, con l’esordio di Hans Nicolussi Caviglia al fianco di Nicolò Fagioli e Rolando Mandragora. L’ipotesi del 3-5-2, studiata per contrastare al meglio la squadra di Conte, rappresenterebbe un mix di freschezza e solidità.
L’esordio di Nicolussi Caviglia
Per l’ex Venezia si tratterebbe di un debutto assoluto in maglia viola. Convocato e scaldatosi a Torino contro i granata, non era entrato in campo. Pioli, però, sembra intenzionato a puntare su di lui, dall’inizio o a gara in corso. Il classe 2000 potrebbe ricoprire il ruolo di play, permettendo a Fagioli di liberarsi da compiti di regia e tornare a fare la mezzala, la sua posizione naturale.
L’attesa è grande anche perché Fagioli è considerato uno dei talenti più promettenti del gruppo. La società e il d.s. Pradè hanno investito molto sulla sua crescita: non a caso, il dirigente ha scherzato sul fatto che questo debba essere l’anno del passaggio da “Fagiolino” a “Fagiolone”. Una prova di spessore contro il Napoli potrebbe segnare un punto di svolta nella sua maturazione.
Mandragora, la certezza del reparto
Accanto a loro, il veterano Rolando Mandragora rappresenta la garanzia. In viola dal 2022, si è imposto non solo come elemento chiave in campo ma anche come riferimento nello spogliatoio. Pioli lo considera uno dei leader della squadra e il suo rinnovo è atteso a breve, con la volontà comune di proseguire il cammino insieme.
Le alternative: Fazzini, Ndour e Sohm
Alle spalle dei titolari non mancano le soluzioni. Jacopo Fazzini, che si sente mezzala ma che Pioli vede come trequartista, rappresenta il cambio naturale di Gudmundsson. Cher Ndour, giovane box-to-box già utilizzato in più ruoli, garantisce dinamismo. E poi c’è Sohm, che in Conference e in campionato ha già avuto spazio come “disturbatore” del centrocampo avversario e che insidia una maglia da titolare.
Una Fiorentina sempre più italiana
La scelta di puntare su un’anima tricolore non è casuale: è stata fortemente voluta dal presidente Rocco Commisso. L’obiettivo è costruire una rosa ricca di italiani, meglio se giovani e di prospettiva, utili anche alle Nazionali. Oggi la Fiorentina può contare su 15 giocatori italiani, tra cui due portieri (Lezzerini e Martinelli, quest’ultimo considerato il futuro erede di De Gea), sei difensori (Comuzzo, Ranieri, Kouadio, Viti, Fortini e Parisi), cinque centrocampisti (Nicolussi, Fagioli, Mandragora, Ndour e Fazzini) e due attaccanti (Kean e Piccoli).
La sfida al Napoli
Contro i campioni d’Italia sarà dunque anche una questione di identità. Pioli studia un centrocampo giovane, tutto italiano e ricco di entusiasmo. Una scelta che risponde a esigenze tattiche, ma anche a un progetto tecnico chiaro: una Fiorentina tricolore, competitiva e pronta a crescere nel presente e nel futuro.
Fonte: Gazzetta






